SIMON SCARROW.
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LA SPADA DEL GLADIATORE.
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Ciclo: Roma Arena Saga 3.
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Titolo originale: Arena: First Sword. 2013
Traduzione di: Roberto Lanzi.
2014. Newton Compton, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Elenco dei personaggi.
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Manio Ovidio Aculeo  nuovo doctor assunto nella scuola gladiatoria assieme a Macrone.
Batone  un tempo capo di una trib ribelle in Tracia, rinchiuso nel ludus dopo essere stato fatto
prigioniero in seguito a una rivolta contro limperatore Claudio.
Gaio Salonio Corvo  precedente lanista imperiale, assassinato dopo aver tentato di lucrare sui
gladiatori allinsaputa dellimperatore.
Duras  guardia del corpo di Batone.
Quinto Tullio Macer  comandante delle guardie del ludus.
Lucio Cornelio Macrone  optio della Seconda legione, assunto temporaneamente come lanista
del ludus di Capua.
Servio Ulpio Murena  braccio destro del segretario imperiale.
Marco Antonio Pallade  segretario imperiale e fidato consigliere dellimperatore Claudio.
Marco Valerio Pavone  primus palus della scuola di Capua, titolo concesso al gladiatore che si
fosse distinto per numero di vittorie tra i vari ranghi dei gladiatori imperiali; figlio di Tito, legato ribelle
condannato a morte nellarena.
Il ludus imperiale di Capua.
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Capitolo uno.
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Capua, inizio del 42 d.C.
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Il giovane gladiatore fu risvegliato bruscamente nel mezzo della notte da una pedata alle costole.
Svegliati, inutile pezzo di merda!.
Sbattendo rapidamente le palpebre, MarcoValerio Pavone si mosse, rovesciandosi sulla schiena.
Strizz gli occhi nelloscurit e mise a fuoco una guardia armata che gli torreggiava davanti; una
seconda guardia attendeva sulla soglia dellangusto cubicolo. Il giovane si port una mano sulla costola
dolorante e scosse la testa per scacciare il sonno.
Che succede?, chiese con voce gracchiante.
Murena vuole parlarti, gli ringhi contro la guardia pi vicina a lui.
Al sentir nominare Servio Ulpio Murena, il braccio destro del segretario imperiale, Pavone
rabbrivid: Murena era uno dei tanti liberti esecutori del lavoro sporco per limperatore e Pavone aveva
avuto la sfortuna di incrociarne il cammino ripetutamente, negli ultimi tempi.
Quella serpe di un greco, mormor a denti stretti. Che vuole da me adesso?
E che cazzo ne posso sapere io?, gli ringhi di rimando la guardia, afferrandolo per un
braccio e strattonandolo in piedi. Adesso muoviti! A Murena non piace aspettare!.
Pavone era troppo barcollante e confuso per protestare. Le guardie lo spinsero fuori del
dormitorio, trascinandolo poi oltre il cancello del ludus. Si incamminarono lungo il sentiero che
scendeva verso Capua, spazzato da una brezza vivace. Su un colle distante sfarfallava uno sciame di
minuscole luci. Pavone distinse il contorno scuro di una villa appollaiata sulla china del colle. Le
guardie lo diressero verso la costruzione. Il giovane gladiatore avanzava con andatura goffa, tremando
per il freddo, i muscoli delle gambe dolenti per il peso delle catene alle caviglie e ai polsi. Un dolore
pulsante gli bruciava una ferita suturata alla spalla sinistra. Se lera procurata nellultimo
combattimento nellarena di Paestum contro un secutor forsennato, Decimo Cominio Denter. Le
guardie lo scortavano, prudenti, ai fianchi. Dalle uniformi che indossavano  toghe di semplice tessuto
bianco sulle tuniche  Pavone cap che si trattava di pretoriani.
E quindi tu saresti il famoso Marco Valerio Pavone, eh?, lo sbeffeggi quello sulla sinistra.
Campione dellarena. Arduo a credersi che un coglioncello ricco come te....
Probabilmente hai ragione tu, rispose secco Pavone. Probabilmente i miei natali sono troppo
alti per poter essere un gladiatore campione. Ma voi due sembrate quasi spaventati da me, tenete tutti e
due la mano stretta sulla spada anche se sono disarmato e in catene....
La guardia lo fiss in cagnesco. Vuoi fare il duro, per caso? Attento!, gli ringhi contro.
Stronzi gladiatori, sempre pronti a mettersi in mostra. Aspetta a parlare, amico. Prima o poi finirai
fatto a pezzi nellarena e buttato in una buca piena di altri gladiatori sbruffoni come te. Poi voglio
vedere se sei capace a fare lo sbruffone.
Pavone era troppo scoraggiato per rispondere. Nelle fessure tra una lastra di pietra e laltra della
pavimentazione stradale, minuscole gemme di quarzo riflettevano la pallida luce lunare.
Nellavvicinarsi alla villa, Pavone sent crescergli dentro un senso di inquietudine. Da quando era stato
trasferito da Paestum nel ludus imperiale di Capua, circa una settimana prima, il giovane gladiatore non
aveva mai smesso di chiedersi cosa avessero in mente per lui il segretario imperiale, Marco Antonio
Pallade, e il suo braccio destro. Da recluta lavevano fatto combattere con una serie di temibili
avversari, ma con gran disappunto di Murena e di Pallade, Pavone era sempre uscito trionfante
dallarena, e le sue vittorie lavevano trasformato in un eroe agli occhi del popolo. Nonostante questi
successi, per, un pensiero cupo lo attanagliava. Non avrebbe mai pi apprezzato la libert. Era figlio
di un legato ritenuto traditore di Roma e motivo di imbarazzo per il nuovo imperatore. E prima o poi
Claudio se ne sarebbe definitivamente sbarazzato.
Pavone temette che quel momento fosse alla fine arrivato.
Il trio raggiunse la villa mentre iniziava ad albeggiare e il sole allorizzonte rischiarava
lentamente il cielo notturno. Limponente struttura delledificio era interamente cinta da uliveti.
Davanti allentrata una serie di eleganti bighe con cavalli; un gruppo di schiavi, borbottando, scaricava
pesanti bagagli dai pianali, trasferendoli poi allinterno della villa. La facciata della propriet era
fiancheggiata da porticati che salivano a gradoni fino a un balcone ornamentale due piani pi in alto
dove i ricchi ospiti, suppose Pavone, potevano godere di una piacevole brezzolina nelle calde sere
estive. Il cancello della villa era presidiato da due guardie pretoriane. Una delle due blocc
immediatamente il cammino a Pavone e alla sua scorta mentre il compagno gli si par davanti.
Parola dordine?, chiese.
Fenicottero, rispose una delle guardie di scorta.
Motivo della visita?
Il braccio destro del segretario imperiale ha mandato a chiamare questuomo, rispose laltro,
indicando Pavone.
Il pretoriano indietreggi di un passo e fece segno a Pavone e alla scorta di entrare.
Pavone varc la soglia della villa nervoso. Era nato nella classe elitaria dei senatori di Roma e
cresciuto in mezzo a schiavi e ricchezze. I ricordi delle estati trascorse da bambino nella villa di
famiglia ad Anzio gli affluirono in testa con lirruenza di unonda gonfia mentre le guardie lo
scortavano, a passo sostenuto, lungo il corridoio daccesso. Attraversarono frettolosamente un vestibolo
sfarzosamente decorato che dava accesso a un ulteriore ampio corridoio centrale con ricchi affreschi
alle pareti e un mosaico sul pavimento, scintillante sotto la luce tremula di una serie di torce. Dal
pavimento riscaldato a ipocausto salivano ondate di calore, un piacevole sollievo per i piedi congelati
del giovane gladiatore.
Raggiunto il fondo del corridoio, le guardie fecero strada a Pavone in un grande studio. Sulla
parete di sinistra, una gran quantit di rotoli e pergamene papiracei disposti ordinatamente su uno
scaffale a nido dapi; al centro della stanza, un grande tavolo di legno di quercia, alle cui spalle si
apriva unalta finestra affacciata su un vasto vigneto. Sul tavolo una gran quantit di papiri e tavolette
cerate. Dietro il tavolo sedeva un uomo con indosso una tunica di lana di raffinata fattura. Lassistente
del segretario imperiale: leggeva, profondamente concentrato, una pergamena e sulle prime sembr non
accorgersi dellarrivo del prigioniero e della sua scorta. Alla fine sollev gli occhi sul giovane
gladiatore e fece un ghigno.
Ah! Marco Valerio Pavone, il trucidatore di Britomaris e distruttore di Denter, comment
Murena, mettendo gi su un lato il rotolo di papiro e incrociando le dita nodose. E dimmi, ti stai
godendo la nuova posizione di primus palus?.
Pavone sbuff. Appena riapprodato al ludus imperiale di Capua aveva ricevuto il titolo di
primus palus, di norma concesso solo ai migliori combattenti imperiali, e la notizia laveva
enormemente sorpreso: non si era mai sentito dire di un gladiatore elevato al rango di primus palus
dopo appena un paio di combattimenti. Liniziale sorpresa, per, si era poi rapidamente trasformata in
un profondo senso di disagio. Sebbene da una parte quel titolo gli garantisse qualche indubbio
privilegio  un cubicolo privato e, ai pasti, carne e verdure cotte invece della solita razione di pappone
dorzo  dallaltra ne faceva per un bersaglio per gli altri gladiatori, molti dei quali erano prigionieri di
guerra delle legioni o schiavi depauperati. Essendo inoltre figlio di un aristocratico romano nonch ex
tribuno militare nella Sesta legione, gi in partenza Pavone era fortemente inviso a quegli stessi
gladiatori. La nomina a primus palus aveva solo creato ulteriore distanza tra lui e gli altri compagni di
ludus, ragion per cui Pavone aveva iniziato a vedere il titolo pi come una maledizione che come una
benedizione.
Murena fece un cenno alle guardie: Potere andare. Li guard ritirarsi verso il fondo della sala,
poi si schiar la voce e torn a guardare il giovane gladiatore. Non ti tratterr a lungo, ho parecchie
questioni impellenti di cui occuparmi prima dellarrivo di sua maest imperiale.
Claudio sta venendo qui?, chiese Pavone con la voce quasi strozzata da un picco di tensione.
Arriver tra qualche giorno. In questo momento sta ispezionando la base navale di Puteoli,
dopodich ha espresso il desiderio di far visita alla sua familia gladiatoria prima dei prossimi giochi.
Giochi?, chiese Pavone.
Di questo parler tra un attimo. Pallade mi ha chiesto di precedere limperatore e predisporre
la propriet per il suo arrivo, oltre a risolvere lincresciosa questione del precedente proprietario di
questa splendida villa, un senatore traditore che pensava di essere pi astuto di Claudio.
Un sinistro scintillio negli occhi del liberto fece rabbrividire Pavone.
Il senatore ha pagato il prezzo del tradimento con la confisca della propriet subito dopo la
condanna a morte. Il furbetto aveva accumulato grandi ricchezze e devo riconoscere che catalogarle
tutte  un lavoro stancante.
Dimmi cosa vuoi da me, disse il giovane gladiatore a denti stretti.
Murena lo studi con lo sguardo di un predatore che fissa la propria preda. Mi chiedevo se per
caso non avessi riconsiderato la mia generosa offerta.
Pavone istintivamente serr la mani a pugno, ricordando lofferta che il liberto gli aveva fatto a
Paestum dopo aver sconfitto Denter. In contraccambio di una sua pubblica manifestazione di sostegno
al regno nascente dellimperatore Claudio, Murena gli aveva promesso di concedergli il tanto agognato
combattimento contro Ermete, il leggendario gladiatore che aveva ucciso suo padre nellanfiteatro.
Offerta che, per, il giovane gladiatore aveva rifiutato. Appoggiando pubblicamente limperatore,
Pavone avrebbe tradito la memoria di suo padre.
Non c nulla da riconsiderare, rispose con una scrollata di spalle. Claudio  mio nemico
giurato, come lo siete tu e quellaltro bastardo di un greco pugnalatore alle spalle di Pallade.
Murena lo fiss con malcelata furia.
La tua insolenza non sar tollerata! Ti ho comprato da quel lanista scialacquatore di Paestum
per conto del tesoro imperiale e adesso tu sei un servo di Claudio. E giacch io qui rappresento sua
maest imperiale, dovrai trattarmi con lo stesso rispetto e cortesia che useresti se parlassi con
limperatore in persona!.
Io ti considero solo per quello che sei, rispose crudamente Pavone. Un greco infido che
esegue gli ordini di un vecchio idiota bavoso in toga porporata.
Il liberto imperiale socchiuse la bocca per replicare, ma un istante dopo riprese il controllo di s.
Ma s, divertiti pure, chiamami con qualsiasi epiteto ti aggradi, ma nulla potr cambiare il fatto che
adesso tu appartieni a me e dovrai soddisfare ogni mia richiesta.
Limmediata consapevolezza di quanto le cose stessero effettivamente in quel modo gli fece
ribollire il sangue nelle vene. Murena diceva la verit. Tutta Roma sapeva che lui e Pallade avevano un
fortissimo ascendente sullimperatore e assumevano buona parte delle responsabilit quotidiane
dellamministrazione dellimpero. Rebus sic stantibus, Pavone rispondeva ai due liberti nella stessa
misura in cui rispondeva a Claudio in persona.
C un altro motivo per cui ti ho mandato a chiamare. Dallultima volta in cui ci siamo parlati
la situazione  cambiata.
Cosa intendi?, si incurios Pavone.
Il futuro dellimpero  in pericolo e abbiamo bisogno del tuo aiuto per salvarlo.
Pavone fissava il liberto con espressione interrogativa. Murena prosegu.
Quello che sto per dirti deve rimanere tra me e te. C una rete segreta di traditori che opera
allinterno delle mura di Roma, non i soliti vecchi bavosi del senato. Si tratta di una conventicola assai
pi pericolosa, si fanno chiamare i Liberatores e sono fermamente intenzionati a rovesciare Claudio e
riportare Roma ai giorni bui della repubblica.
Scordatelo, rispose secco Pavone con voce inespressiva.
Ci sono cose molto pi importanti in gioco del tuo odio per Claudio, ribatt Murena. Pavone
ebbe la sensazione che la voce delluomo fosse venata di paura. I Liberatores rappresentano una seria
minaccia alla futura stabilit di Roma. Dobbiamo schiacciarli prima che riescano a crearsi un seguito di
sostenitori contro limpero. Il liberto fiss Pavone con un sorriso laconico. Il che mi porta alla
ragione dei giochi che si terranno il mese venturo nellanfiteatro di Statilio Tauro.
Pavone registr la notizia con assoluta impassibilit. Lannuncio degli ennesimi ludi gladiatorii
non faceva pi notizia. Erano ormai divenuti una sorta di tradizione per ogni imperatore neoincoronato,
da quando Augusto aveva iniziato a offrire i combattimenti gladiatori al solo e unico scopo di distrarre
e divertire il popolo irrequieto.
Claudio ha intenzione di fare un annuncio particolare in occasione dei giochi. Sua nonna Livia
verr divinizzata.
La faranno dea?, mormor sbalordito Pavone.
Esattamente. Claudio lo desidera da molto tempo. La deificazione enfatizzer la natura divina
della linea di sangue che parte da Augusto e arriva a Tiberio e Claudio, risvegliando memorie
dellepoca doro.
Sembra una cinica strategia per conquistarsi il consenso del popolo.
Questa  Roma, ovvio che sia cinico. Murena sembrava profondamente compiaciuto di se
stesso. Arriveranno dignitari da ogni angolo dellimpero per assistere alla corsa di bighe al Campo
Marzio e alle processioni attraverso il Foro. Nellarena, poi, dopo lo spettacolo di elefanti contro tigri
seguiranno crocifissioni e fustigazioni come da tradizione. Nel pomeriggio scenderete nellarena tu e
gli altri gladiatori imperiali. Murena serr le labbra con aria seria. Quando entrerai, dovrai inchinarti
al cospetto di sua maest imperiale davanti a tutto il pubblico, promettendo imperitura lealt al suo
regno.
Giammai!, esplose Pavone. Non infangher la memoria di mio padre. Tra laltro, cosa
cambierebbe un mio atto pubblico se i Liberatores hanno deciso di rovesciare Claudio costi quel che
costi?
Sottovaluti la tua reputazione. I Liberatores hanno grandi progetti per te, ti considerano nella
posizione giusta per simpatizzare con i loro scopi.
E tu come lo sai?
Avevamo una spia infiltrata nelle loro fila ma, ahim, la sua identit  stata smascherata e il
povero ufficiale ha patito una fine assai violenta. Nel dirlo, Murena fece roteare la lingua sulle
gengive come a voler rimuovere un pezzettino di cibo incastrato. Intendo dire che i Liberatores hanno
bisogno di un portavoce, un modello di riferimento, se preferisci. Ammiravano Tito per le sue aperte
vedute repubblicane e tu, come suo unico figlio ed erede, rappresenti esattamente quegli stessi
sentimenti. Il modo in cui sei precipitato nella disgrazia, per non parlare poi del tuo spudorato
disprezzo verso la carica dellimperatore, li ha convinti che sei pronto da reclutare per sostenere la loro
causa. Un eroe del popolo che emerge sulluomo comune.
Lassistente del segretario imperiale tamburell le dita sul tavolo con aria riflessiva.
Sconfiggeremo i Liberatores nel loro stesso gioco, aggiunse poi. Hanno bisogno del
sostegno del popolo esattamente come ne ha bisogno Claudio, se sono realmente intenzionati a
riportare Roma alla repubblica. Con il tuo atto di sostegno, il popolo sar tutto per Claudio e nemmeno
i Liberatores sono cos stupidi da mettersi contro i desideri delle masse.
,Murena lo squadr con aria di sfida. Non ancora, forse.
Dalla nuca una scossa gelida serpeggi gi lungo la schiena del giovane gladiatore.
Per quale altro motivo pensi ti abbia promosso a primus palus?, lo stuzzic Murena. Sei gi
un gladiatore molto popolare; gli ubriaconi scrivono il tuo nome sui muri di ogni bettola e taverna, nei
postriboli le donne non parlano che di te e sai perch, Pavone?.
Il gladiatore scroll le spalle.
Perch sei di un livello superiore rispetto ai vari Felice e Trionfo. Tu sei il classico vero eroe
romano, figlio di un valoroso condottiero militare, non uno dei tanti Traci barbari bevilatte che a
malapena sanno mettere in fila un paio di parole in latino. Tu sei il primo campione dellarena romano
puro. E in quanto primus palus sei gi sulla buona strada per diventare il pi celebrato gladiatore di
tutti i tempi, con il potere di influenzare il popolo pi di chiunque altro escluso limperatore.
Pavone incroci le braccia al petto. La mia decisione  definitiva. Non contare su di me.
Murena lo studi, poi le sue labbra sottili si stirarono lentamente in un pallido sorriso.
Appoggia limperatore e ti garantisco che il tuo prossimo combattimento sar quello che aspetti da
tempo. Il tuo avversario nellarena sar Ermete.
Chiacchiere..., ribatt Pavone, sbuffando dal naso. Cosa ti impedirebbe di liquidarmi
semplicemente, una volta che avr dato il mio appoggio a Claudio?.
Il liberto simul uno sguardo di sorpresa. Dovrai semplicemente fidarti di me.
Pavone era incredulo. Prima hai tentato di avvelenarmi, poi mi hai fatto drogare per il
combattimento contro Denter. Adesso ti aspetti che io creda ancora che tu e quel bastardo di Pallade
onoriate un qualsiasi accordo?.
Murena serr le labbra.
No, continu Pavone a denti stretti. Non appogger limperatore, per quanto tu possa tentare
di convincermi.
Come desideri, disse secco Murena, inspirando rumorosamente dal naso. Allora ti
suggerisco di tornare al ludus e prepararti per i giochi. Se non vuoi aiutarci a schiacciare i Liberatores,
non mi lasci altra scelta che infliggerti una punizione esemplare davanti al popolo. Sarai crocifisso con
laccusa di tradimento nei confronti di Roma... dopo che avremo gettato Appio alle belve davanti a te.
Pavone serr gli occhi al pensiero del figlioletto. Appio era stato fatto prigioniero e reso schiavo
nel palazzo imperiale quando Pavone aveva ricevuto la condanna di damnatus ad ludum, la gladiatura a
vita. La moglie Sabina era deceduta partorendo e Appio era lunico sopravvissuto della famiglia.
Pavone offerse una prece alla dea Fortuna e a Giove perch gli concedessero la possibilit di prendersi
la vendetta su Pallade e Murena.
Questultimo batt un paio di volte le mani. E adesso, se vuoi scusarmi, devo tornare alle mie
incombenze. Guardie!.
Murena fece cenno a Pavone di congedarsi e torn a concentrarsi su una catasta di pergamene e
tavolette cerate. Dal fondo del corridoio si udirono i passi delle guardie che tornavano verso lo studio.
Erano sul punto di riportare fuori Pavone quando Murena dun tratto si ricord di qualcosa e fece loro
cenno di fermarsi.
Oh... prima che lo dimentichi, inizi a dire a Pavone, presenta i miei saluti al tuo lanista, lo
farai?. Il liberto accenn un blando sorriso. Sono certo che Macrone sar riuscito a rimettere gli
uomini in ottima forma per larrivo di Claudio.
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Capitolo due.
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Loptio Lucio Cornelio Macrone punt il suo tipico sguardo penetrante sul campo di
allenamento del ludus e scosse la testa disgustato.
Lanista di un ludus merdoso, borbott tra s e s. Niente sar pi come i giorni trascorsi con
i ragazzi della Seconda.
Grugn mentre i gladiatori si avviavano verso di lui a passo pesante alla fine della sessione di
allenamento pomeridiana ai pali, nellombra delledificio a due piani del dormitorio che dominava il
ludus. Macrone si prepar a pronunciare il suo primo discorso in qualit di loro nuovo lanista
imperiale. Non un compito che lo entusiasmasse granch. Era arrivato nel ludus quella mattina stessa,
di buonora e di umore nero. Dopo aver allenato il giovane Pavone per vincere il suo ultimo
combattimento nellarena, aveva sperato che gli permettessero di riunirsi alla Seconda legione. E
invece Murena gli aveva ordinato di assumere temporaneamente la direzione della scuola gladiatoria di
Capua.
Macrone non aveva preso granch bene la notizia: per quanto, come ogni altro romano,
apprezzasse un bello spettacolo di gladiatori, non vedeva per di buon occhio i gladiatori stessi. Per
non parlare poi dellancor pi infima considerazione che aveva dei lanisti. Quantomeno i gladiatori
combattevano con onest e coraggio, i lanisti invece erano solo dei profittatori avidi che speculavano
sulla vita di schiavi e criminali condannati a morte.
Al suo fianco, cera un uomo tozzo e massiccio con una gamba segnata da cicatrici, uno
scudiscio di cuoio stretto in mano.
Non  cos male, signore. Se non altro ci divertiremo a spaccare il culo a questa feccia con gli
allenamenti.
Manio Ovidio Aculeo era lallenatore dei gladiatori del ludus di fresca nomina. Era stato
presentato a Macrone allalba, mentre attendeva i documenti per partire da Paestum. Molte erano le
cose a cui Macrone aveva dovuto dedicarsi al suo arrivo e lintera mattinata era stata occupata da una
serie di presentazioni, seguite da un incontro con i contabili e una disamina del precario stato
finanziario del ludus. Macrone aveva avuto appena il tempo di una breve pausa per riprendere fiato.
Ci sono lavori peggiori, prosegu Aculeo. Anche fare il lanista imperiale non  uno scherzo,
per. Hai la responsabilit della squadra personale di gladiatori di Claudio, in parecchi a Roma
sarebbero disposti a cavarsi gli occhi per poter essere al tuo posto.
Loptio scosse la testa. Non sono tagliato per fare la bambinaia ai gladiatori. Io sono un
soldato, e anche dannatamente bravo, tra laltro. Dovrei combattere contro i nemici di Roma, non fare
la guardia a un branco di muscolosi affamati di gloria.
Gladiatori imperiali, signore, precis Aculeo. Selezionati dallimperatore in persona tra le
migliaia di guerrieri che affollano ogni angolo dellimpero. Il doctor fece un cenno con la mano agli
uomini che iniziarono a disporsi in riga sulla sabbia del campo di allenamento, sotto lo sguardo vigile
di un gruppetto di guardie armate. Sono i migliori gladiatori che si possano trovare, esclusi, suppongo,
gli uomini nel ludus principale di Roma.
Stronzate!, sbott Macrone. Saranno pure bravi a eccitare le folle battendosi il petto e
facendo gli spacconi, ma mettili sulla frontiera del Reno ad affrontare unorda di barbari con la
schiuma alla bocca e poi vedi come stringono il culo.
Il doctor scoppi a ridere, scuotendo la testa. Chiedo venia, signore, mi permetto di dissentire.
Le legioni non sono pi quello che erano una volta. Sono stato istruttore nella Tredicesima tempo fa.
Quando entrai io, si rischiava la fustigazione solo per aver messo gli occhi su una puttana siriana. I
tempi sono cambiati e oggigiorno le legioni si sono troppo ammorbidite.
Macrone si morse la lingua, resistendo alla tentazione di ricordare ad Aculeo che cera un mare
di differenza tra la Tredicesima e la sua amata Seconda legione. Murena laveva ragguagliato sul nuovo
doctor poco prima della partenza da Paestum. Laveva informato che Aculeo era stato congedato
dallesercito per essersi fatto la nomea di uno eccessivamente entusiasta con il bastone, provocando i
soldati quasi fino al limite dellammutinamento. Loptio aveva preso mentalmente nota di tenere
docchio il doctor. Lultima cosa di cui aveva bisogno era proprio un allenatore vendicativo, pronto a
sfogare le proprie frustrazioni sui gladiatori. Gi senza di lui aveva fin troppi problemi da risolvere.
Il lanista che lo aveva preceduto, Gaio Salonio Corvo, era stato pi interessato allo sfoggio del
lusso che alla gestione vera e propria del ludus e sotto la sua direzione la preparazione dei gladiatori
aveva lasciato alquanto a desiderare. Il peso della responsabilit gravava sulle spalle di Macrone ancor
pi di una furca da marcia.
I gladiatori nel frattempo si erano raggruppati davanti a lui. Macrone scandagli il ludus mentre
Aculeo ordinava agli uomini di disporsi in formazione. A sinistra la zona dei pali di legno; a destra
larena di allenamento, una riproduzione in piccolo del pi grande anfiteatro di Capua, realizzata in
legno e con due gallerie capaci di ospitare oltre duecento spettatori. Le guardie si trovavano in un punto
di sorveglianza a sud dellarena di allenamento, sul versante dellaccesso principale del ludus, una
imponente struttura ad arco riccamente adornata, in corrispondenza del cancello, con il simbolo della
dea Securitas. Ai due lati dellarco, una serie di baracche di guardia, oltre a qualche cella di isolamento
per i gladiatori pi indisciplinati. Una pesante grata metallica proteggeva limboccatura di accesso
dotato di unulteriore porta esterna con trave di sbarramento. Due guardie presidiavano lesterno del
cancello notte e giorno ed erano autorizzate ad aprire il cancello unicamente per lasciar passare i
previsti carri di approvvigionamento di cibo e vino per il ludus. Lunica altra via di accesso era
attraverso le porte principali sul davanti degli alloggi del lanista. Se non altro il ludus sembrava
ragionevolmente sicuro.
Aculeo chiam gli uomini sullattenti. I gladiatori si disposero lentamente in dieci file di dodici
uomini ciascuna in maniera sufficientemente ordinata. Stendendo il collo, loptio pens che giacch era
responsabile dellimmediato futuro del ludus, tanto valeva usare il pugno di ferro con i gladiatori. Se
non altro avrebbe consolidato le sue attitudini al comando in preparazione al centurionato, una volta
fatto ritorno sul Reno.
Macrone fece un profondo respiro e si prepar a parlare ai gladiatori.
Il mio nome  Lucio Cornelio Macrone, optio della Seconda legione, eroe decorato di Roma!.
La sua voce, naturalmente aspra, tuon su tutto il campo di allenamento. Signorine, sono il vostro
nuovo lanista. Vi rivolgerete a me chiamandomi signore, intesi?.
I gladiatori lo fissarono muti.
Non vi sento!, tuon Macrone. Ho chiesto, ci siamo intesi?
S, signore, risposero docilmente i gladiatori.
Pi forte!.
S, SIGNORE!, urlarono allunisono.
Macrone annu. Cos va meglio.
Pass in rassegna tutti gli uomini con lo stomaco annodato dallo scoramento. Molti erano in
pessime condizioni fisiche, alcuni addirittura inflacciditi e sovrappeso. Non pochi sfoggiavano pance
eccessivamente abbondanti e doppi menti. Per lennesima volta Macrone maled lagognata
decorazione per le valorose imprese sul Reno. Gli aveva portato solo problemi. Controllando
linquietudine, continu a parlare. Il lanista che mi ha preceduto, Gaio Salonio Corvo, ha lasciato il
ludus in condizioni disastrose e adesso tocca a me rimettere le cose a posto. E questo include anche voi
gladiatori. E se proprio devo essere franco, quello che vedo adesso mi fa letteralmente vomitare.
I gladiatori lo fissavano immusoniti.
Voi dovreste essere i pi temuti guerrieri di tutto limpero, ma a me sembrate pi che altro un
branco di finocchi. Farebbe pi paura un accattone egiziano di quanto riuscirebbe uno qualunque di
voi, ridicoli bastardi. Se potessi fare di testa mia, vi spedirei tutti a sgobbare nelle miniere. Purtroppo,
per, non posso sbarazzarmi di voi. Un mese da oggi, a Roma  previsto un grande evento di giochi e
voi dovrete combattere contro i gladiatori del ludus dellUrbe.
Macrone fece una pausa per permettere ai gladiatori di registrare la notizia con una certa misura
di visibile malcontento. Lannuncio di giochi imminenti causava sempre tra i gladiatori reazioni molto
diverse, pens Macrone; gli ricordavano i legionari a cui veniva annunciato linizio di una battaglia:
sicuramente eccitazione, da una parte, per uninterruzione della monotonia degli allenamenti, ma
dallaltra anche nervosismo allidea che qualcuno di essi presto avrebbe sicuramente intrapreso una
discesa definitiva negli inferi.
Da gladiatori imperiali, mi aspetto che diate un bello spettacolo per limperatore. Corvo se ne
sarebbe sicuramente fregato, lasciandovi perdere contro quelli di Roma, ma io non mi sono fatto tutto
questo viaggio fin qui per poi vedervi sconfitti. Per cui, ragazzi, dovremo battere quei chiassosi bulletti
del ludus di Roma. E se vogliamo vincere, temo che le cose dovranno cambiare parecchio, qui.
Fece unaltra pausa. Molti dei veterani sembrarono storcere il naso di fronte allaudacia delle
sue parole. Sebbene, infatti, portassero addosso i segni dei combattimenti nellarena, i gladiatori, col
tempo, avevano finito per affezionarsi alle piccole comodit della vita che il precedente lanista aveva
loro elargito, per cui lapprensione nei confronti della prospettiva di un indurimento degli allenamenti
era del tutto comprensibile.
Provengo dalla Seconda legione, la pi temuta delle legioni di Roma. Ho ammazzato tanti
barbari da riempire met di questo ludus. Ringraziando gli di, il segreto della forza dellesercito di
Roma non sta nelle armi o in quello che chiamano le doti di comando dei nostri generali. Sta tutto
nelladdestramento. Nel dirlo, Macrone si batt forte un pugno sul petto. Ci alleniamo giorno e notte,
finch le braccia non ci cadono per il dolore e non riusciamo a tenerci pi sulle gambe. Ci alleniamo
pure mentre dormiamo. E proprio questo faremo con voi, femminucce. Da oggi e fino al giorno dei
giochi avrete due sessioni quotidiane di allenamento. Poi, indicando Aculeo, aggiunse: Questo  il
vostro nuovo doctor, anche lui arriva dallesercito e far in modo di instillare in ognuno di voi la
disciplina legionaria.
Dai gladiatori si lev un brusio di brontolii. Alcuni fissarono il doctor in cagnesco. Da parte
sua, Aculeo si limit a gonfiare il petto orgoglioso, indifferente allaccoglienza velenosa offertagli dai
gladiatori.
Il doctor seguir lallenamento dallalba fino a mezzogiorno, continu Macrone. Poi, dopo
una breve pausa, inizierete a lavorare ai pali con gli addestratori di specialit e alla fine di ogni giornata
soffrirete come non avete mai sofferto prima in tutta la vostra patetica vita. Alla fine del mese vi
ritroverete con muscoli gonfi dove non pensavate nemmeno di avere muscoli. A quel punto, vi
allenerete ancora. Mi sono spiegato bene?
E che ne  della nostra ricompensa?, chiese uno degli uomini.
Gi! Che ne sar?!!, gli fece subito eco un altro. Non abbiamo ancora avuto la nostra quota
di guadagni dai precedenti combattimenti! Alcuni di noi hanno moglie e figli da sfamare, fuori di qui.
Macrone corrug la fronte. Prendetevela con quello stronzo egoista di Corvo. Ha lasciato il
ludus senza nemmeno unanfora in cui pisciare. Non ci sono denari, per cui dovrete fare a meno della
ricompensa per il momento.
Gli uomini esplosero in un boato di borbottii di scontento.
Non pu essere vero!, insistette il primo gladiatore che aveva parlato. Era un uomo dalla
carnagione chiara, con la parte superiore del corpo ricoperta di tatuaggi. Corvo ci ingaggiava come
guardie del corpo e ci stava facendo soldi a palate. Deve per forza essere rimasto qualcosa in giro.
Corvo vi vendeva per pagare i suoi debiti, rispose secco e freddo Macrone. Ecco perch
limperatore lha liquidato. Ha lasciato il ludus senza un solo sesterzio. Fine del discorso.
I gladiatori si scambiarono occhiate furiose. Macrone comprendeva fino a un certo punto le loro
rimostranze. Erano relativamente pochi i gladiatori che riuscivano ad assicurarsi la libert
conquistandosi il rudis, la spada lignea con cui venivano premiati i gladiatori vittoriosi in occasione di
eventi spettacolari. Per tutti gli altri, lunica reale speranza era vincere premi a sufficienza per potersi
poi riscattare con il lanista. E una quota minore di vincite implicava la necessit di superare un numero
superiore di combattimenti per potersi ripagare la libert. Macrone avvert che lumore si stava
deteriorando. Fece un brusco cenno della mano per silenziare il brusio di protesta. Quello che aveva
ancora da dire avrebbe sicuramente provocato una reazione ostile.
Giacch si parla di Corvo, mi sembra di capire che vi ha concesso vino a buon mercato ai pasti
e, Giove ce ne scampi, anche di farvi sollazzare dalle puttane di notte. Con me si applicheranno le
regole dellesercito. Niente pi vino e chiunque tenti di far entrare clandestinamente una puttana negli
alloggi si prender immediatamente trenta frustate sul campo di allenamento.
Niente vino?, chiese un gladiatore in tono disperato.
E nemmeno un assaggio di fica fresca?, sbuff un secondo.
Ne farete indigestione una volta passati allaltra vita, rispose Macrone.
Non  giusto! Non puoi eliminare i nostri privilegi in questo modo. Siamo guerrieri imperiali,
noi, e ci meritiamo tutto quello che Corvo ci aveva promesso.
Corvo  morto!, tuon Macrone. Sono io adesso il lanista e fareste meglio a mettervi in riga,
e questo vale per tutti, miserabili bastardi. Il prossimo che protesta avr venti frustate.
Soddisfatto di aver messo in chiaro il discorso, Macrone si volt per andarsene, facendo un
cenno ad Aculeo perch desse inizio allallenamento quotidiano: venti giri di corsa del ludus seguiti da
varie serie strazianti di flessioni, addominali e salti sul posto a gambe divaricate. Si immobilizz al
rumore di applausi dalle file dei gladiatori.
Bel discorso, romano, fece una voce roca.
Chi ha parlato?, url di rimando Macrone, voltandosi.
La massa di gladiatori si apr lasciando scoperto un uomo alto, muscoloso, con pettorali e spalle
possenti. Aveva un aspetto decisamente pi in forma del resto dei suoi compagni. A Macrone parve un
tipo disciplinato e serio, e la cosa lo colp non poco. A giudicare dalla barba arruffata e i fluenti capelli
neri lunghi ben al di sotto delle spalle, Macrone suppose che luomo fosse originario dei territori
barbari a oriente di Roma. Una cicatrice sul labbro superiore gli bloccava la bocca in un ghigno
permanente.
Tu!, url Macrone. Nome!.
Batone, rispose luomo con un sorriso compiaciuto. I gladiatori attorno a lui lo fissavano con
un misto di soggezione e timore. Conosco bene quelli come te, romano. Ne ho ammazzati parecchi in
battaglia in Tracia.
Macrone scoppi a ridere. Ma vedo che questo non ti ha comunque impedito di farti catturare
e sbattere in un ludus.
Batone lo fulmin con lo sguardo. Ma come sei perspicace. Vero, sono in catene, con molti dei
miei fratelli. Nel dirlo, il gladiatore indic un gruppo di uomini alle sue spalle. Ma ho combattuto
con coraggio, da guerriero onorevole e capo orgoglioso della mia trib. Non come voi Romani che vi
nascondete dietro i vostri scudi come femmine.
Macrone ricambi lo sguardo del gladiatore con espressione dura. Potrai consolarti con questo
pensiero questa notte mentre tirerai fuori scarafaggi dal tuo pappone e io mi star invece gustando una
bella coppa di Falerno.
Batone si accigli a sua volta. Macrone serr la mano destra a pugno e lo colp allo stomaco,
facendolo piegare in due ed esplodere fuori tutta laria che aveva nei polmoni.
Parla di nuovo quando non ti compete e ti metto a met razione per un mese. Poi Macrone si
volt.
Ecco, bravo, fece il gladiatore, cercando di riprendere fiato. Meglio che te ne vai.
Macrone si gir come un fulmine. Batone lo fiss con sguardo truce, rivolgendosi poi agli altri
gladiatori ansimando rapidamente. Non abbiamo trionfato nellarena, sconfitto innumerevoli
avversari, versato e sputato sangue per diventare gladiatori imperiali solo perch poi questo stronzo di
soldato potesse comandarci a bacchetta! Abbasso il lanista! Io vi dico che dobbiamo prenderci quello
che ci spetta di diritto!.
Alcuni gladiatori lo acclamarono. In unesplosione di furia, Aculeo fece schioccare lo scudiscio,
colpendo la sabbia ai piedi del gladiatore. Batone si volt verso di lui, bianco in viso per la rabbia.
Doctor, ordin Macrone. Frusta questuomo al palo.
Merda di un romano!, esplose Batone, suscitando un boato di fischi e grida tra gli altri
gladiatori.
Dagliene trenta.
Mi fai schifo!.
Quaranta!, rincalz Macrone, superando un assordante coro di sostegno al gladiatore.
S, signore.
Aculeo avanz, leccandosi le labbra alla prospettiva di poter infliggere dolore al trace. Afferr
Batone e si incammin via con lui. Le guardie armate sparse sul campo di allenamento si scambiarono
sguardi preoccupati: lespressione del viso e le mani tremanti di nervosismo erano chiaro segno della
mancanza di preparazione ed esperienza di battaglia. Macrone sapeva sempre individuare un cattivo
soldato quando ne vedeva uno, e gli bast unocchiata fulminea alle guardie per capire che non
avrebbero mai potuto competere con i suoi compagni della Seconda legione. Le guardie continuarono a
fissare, a disagio, il trace che lanciava urla di sfida, incitato dai compagni.
Non ti libererai cos facilmente di me, romano!, rugg Batone mentre altre due guardie si
precipitavano verso il doctor per prestargli aiuto. Ti far rimpiangere il giorno in cui hai messo piede
in questo ludus!.
...
.
...
Capitolo tre.
...
.
...
Quando i gladiatori iniziarono ad allenarsi ai pali, nel ludus latmosfera si fece particolarmente
tesa. Pavone si allen con la spada, il cuore schiacciato da un insopportabile fardello. Era trascorsa
quasi una settimana dallincontro con Murena, e il giovane era piombato giorno dopo giorno sempre
pi profondamente in un gorgo di inquietudine mentre lultimatum di Murena si avvicinava. Il suo
viaggio era giunto a una fine prematura, rifletteva. Non avrebbe pi avuto la sua vendetta su Ermete.
N libert per il figlioletto Appio. Umiliazione e senso di ingiustizia per la sfortuna capitatagli gli
consumavano il cuore, e per un brevissimo istante Pavone si rammaric di non aver perso lincontro
con Denter e di non essere morto nellarena, mettendo cos fine alla propria sofferenza.
Scosse la testa, furioso con se stesso per essersi abbandonato a tali cupe riflessioni. Il desiderio
di vendetta gli pulsava alle tempie. Ripens alla promessa di uccidere Ermete che aveva fatto sulla
tomba di suo padre. Tito era stato un tempo il celebrato legato della Quinta legione, condannato poi a
morte nellarena per aver tentato di riportare Roma alla repubblica nei caotici giorni dellassassinio
dellimperatore Caligola. Dopo di lui, anche sua moglie era stata uccisa nella dimora di famiglia sulla
via Appia. Pavone ormai si sentiva depauperato della sua stessa vita. Giur che non si sarebbe dato
pace se non dopo aver visto sgorgare il sangue dal collo di Ermete, ma non avrebbe mai avuto la
possibilit di affrontarlo se non appoggiando pubblicamente Claudio. Nei momenti di maggior
debolezza, ponderava la possibilit di offrire il proprio sostegno allimperatore e di chiedere a Murena
di ritirare la sua decisione. Ma finiva sempre per rispondersi che no, non poteva farlo, che non avrebbe
mai ceduto. Se, per salvare il buon nome della sua famiglia, doveva essere condannato, che cos fosse
allora: meglio morire con orgoglio e dignit integri che vivere una vita di disgrazia, condannando anche
il figlio a una pietosa esistenza da schiavo.
Si ferm per riprendere fiato, borbottando per il duro regime di allenamento che Aculeo
imponeva loro. Non erano autorizzati a fermarsi neanche per un solo secondo durante i primi giri di
corsa. Alcuni erano crollati di stanchezza, alla fine. Con il sudore che gli colava sugli occhi, il giovane
gladiatore not Batone parlottare loscamente con vari suoi compagni traci.
Pavone! In nome degli di, che stai facendo?. Il doctor lo raggiunse a passo lungo e lo
pungol allo stomaco con il manico del frustino. Questo  un ludus di gladiatori, non un cortile per
peripatetici! Se volevi startene a passeggiare tutto il giorno a fissare il vuoto, facevi meglio ad
andartene ad Atene.
Signore, io stavo solo....
Chiudi la bocca!. Sul collo del doctor le vene si gonfiarono come corde tese, gli occhi
iniettati di odio. Solo perch sei il primus palus non significa che puoi battere la fiacca durante
lallenamento. Non sei diverso da tutti gli altri in questo ludus. Puoi anche pensare di essere speciale,
ma per me sei solo uno schiavo con una cazzo di spada in mano.
Non volevo offendere nessuno.
Hai offeso me nellesatto momento in cui sei nato. Pavone sollev gli occhi per incrociare lo
sguardo glaciale del doctor. Io detesto gli ufficiali aristocratici tanto quanto detesto i gladiatori che
vogliono mettersi in mostra. E tu hai la sfortuna di essere entrambe le cose. Sai cosa significa questo?
No signore.
Significa che ti detesto il doppio di quanto detesto tutti gli altri bastardi di questo ludus.
Ho licenza di parlare liberamente, signore?
No, sei un gladiatore, Pavone, e non puoi parlare a tuo piacimento. Farai quello che ti viene
ordinato di fare. Urini quando sar io a dirti di farlo e parli quando io ti ordino di parlare. Sono stato
abbastanza chiaro?.
Pavone si morse la lingua. S... signore.
Bene. Aculeo prese aria e url: Pausa! Veloci! Voglio rivedervi tutti pronti sullarena tra un
attimo, e che nessuno fiati!.
Pavone si accod alla fila degli altri uomini diretti alla mensa, lumore sconfortato. Era sorpreso
di scoprirsi a desiderare il suo vecchio ludus a Paestum. L, almeno, aveva trovato un amico in
Buccone. Adesso invece la prematura nomina a primus palus non faceva che attirargli addosso lira
degli altri gladiatori e nessuno voleva fare coppia con lui. Persino Macrone, il suo ex mentore,
sembrava tenerglisi a distanza.
Entrando nella mensa nella zona meridionale della scuola, Pavone segu la fila ordinata sotto lo
sguardo attento delle guardie. I gladiatori rimasero allineati, ribollendo di borbottii minacciosi,
prendendo le ciotole di pastone di orzo misto a grasso e cartilagini animali. Pavone, per contro,
ricevette un piatto di salsicce grigliate e vegetali al vapore, come gli spettava in qualit di primus palus.
Voltandosi, cerc con gli occhi un posto libero ai tavoli a treppiede. I gladiatori gi seduti, per, lo
guardarono in cagnesco vedendolo avvicinarsi, e iniziarono ad allargarsi sulle panche di legno,
occupando cos lo spazio vuoto.
Questo posto  occupato, romano, disse in tono acido uno di loro.
Pavone, allora, si diresse verso un altro posto libero in fondo al tavolo. Un gladiatore seduto l
vicino appoggi la mano sullo spazio vuoto, fissandolo algidamente.
Occupato, disse.
Sospirando, il giovane gladiatore si volt allora verso un tavolo in fondo alla stanza della mensa
dove un gladiatore veterano sedeva solitario, rigirando il pastone con un dito deforme. Luomo non
batt ciglio quando Pavone si accomod lentamente sulla panca sulla parte opposta del tavolo. Il
vecchio avvizzito si limit a sollevare la ciotola alla bocca e ingurgit il pastone.
Per Diana!  disgustoso!, sbott poi, contorcendo il viso in una smorfia. Non basta che ci
neghino la ricompensa che ci spetta, vino e puttane, no, insistono pure a rifilarci brodaglia che farebbe
schifo pure ai porci!. Il veterano allontan da s la ciotola scoraggiato. Sollev lo sguardo su Pavone e
lo osserv.
Quindi tu saresti il nuovo primus palus, eh?.
Pavone annu.
Goditela finch dura, aggiunse. Un tempo sono stato anchio un giovane campione come te.
Avevo il mondo ai miei piedi. Non cera gladiatore che non temesse il mio nome. Le donne mi
promettevano qualsiasi favore sessuale durante i miei combattimenti. E non solo le donne, pure qualche
uomo. Greci, solitamente. Potevo averli tutti.
E poi cos successo?, si incurios Pavone.
Quel bastardo del lanista, Corvo, disse che mi avrebbe concesso la libert compiuti i
trentanni. Poi si  rimangiato la parola e io ho tentato di scappare. Gli  arrivata la voce che mi stavo
organizzando e le sue guardie mi hanno beccato mentre strisciavo in un canale di fogna.
E non  un reato normalmente punibile con la morte?.
Il veterano grugn. Corvo era un avido merdoso, non avrebbe mai ucciso un gladiatore che
avrebbe potuto portargli ancora denaro. Per cui mi ha condannato alla reclusione a vita nel ludus.
Pavone avvert una fitta di compassione per il vecchio e spinse verso di lui il proprio piatto.
Prendi.
Il vecchio gladiatore occhieggi quel piatto ricco di carne arrosto e verdure, si lecc le labbra e
fece per afferrare una salsiccia spalmata di miele, poi si blocc esitante. Sei sicuro, ragazzo?.
Pavone annu. Non ho fame.
Il veterano scroll le spalle e si infil il cibo in bocca, producendo rumori di apprezzamento
mentre ingurgitava una salsiccia dietro laltra con sorsi avidi di vino inacidito. Dopo aver divorato
anche tutte le verdure, moll un rutto sonoro, si pul le labbra con il dorso della mano e si lanci
unocchiata furtiva attorno.
A buon intenditor: guardati le spalle. Ci sono rogne in fermentazione e faresti meglio a non
fartici trascinare dentro.
Cosa intendi?, chiese Pavone cautamente.
Il ludus  diviso in due. Il veterano indic con un dito unto i due gruppi di gladiatori seduti ai
tavoli sui due lati della mensa. A sinistra vedi i Traci capeggiati da Batone, che  incazzato perch
hanno nominato te primus palus. Di solito il titolo era suo.
Grandioso, comment Pavone sarcasticamente. Sembra che ultimamente abbia labitudine
di farmi parecchi nemici.
Il veterano scosse la testa. A destra, invece, ci sono i Celti. Animali bastardi. La loro faida con
i Traci ormai va avanti da molto tempo. Le due trib siedono a tavoli separati e si allenano anche
separatamente. Dormono addirittura in due edifici diversi.
Si odiano?
Odiarsi  dir poco. Il veterano si gratt una guancia. Se ne avessero anche solo mezza
possibilit, si sgozzerebbero a vicenda senza tante cerimonie. Uno dei Celti ha ucciso il fratello di
Batone durante un allenamento qualche tempo fa. I Celti sostenevano che era stato un incidente, ma
Batone pensa che labbiano fatto apposta. Da quel momento tra i due schieramenti  scorso molto
sangue.
Pavone fu colto allimprovviso da un fortissimo senso di solitudine. Come primus palus e
aristocratico decaduto, era stato evitato da tutti gli altri gladiatori e le rivalit che sobbollivano sotto la
superficie del ludus, cos ovvie al veterano, per lui invece erano una sorpresa.
Parlavi di rogne. Cosa pensi stia per accadere?, chiese.
Il veterano si sporse sul tavolo e abbass la voce fino a bisbigliare. Ho sentito dire in giro che
Batone sta progettando qualcosa di grosso. Di qualsiasi cosa si tratti, vorr sicuramente vendicarsi
prima di tutto dei Celti. Ammazzarli tutti. Sai come sono fatti i Traci, hanno una memoria da elefanti.
Se comunque Batone pensa che si possano smuovere le acque, stai pur certo che la maggior parte degli
altri uomini del ludus si accoder.
Vedendo allungarsi sul tavolo lombra di un uomo, il veterano si azzitt di colpo.
Bene bene! Guardate chi si  degnato di onorarci della sua presenza.
Il veterano abbass la testa contro la voce che arrivava da dietro le spalle di Pavone.
Questultimo si volt con aria indifferente. Batone lo fissava torvo, le narici dilatate dalla furia.
Ma fammi il piacere! Due combattimenti e ti nominano primus palus? Stronzate, te lo dico
io!.
Al suo fianco torreggiava un altro gladiatore gigantesco. Testa rasata e pelle bianca come il
gesso, dal petto una cicatrice rossastra gli scendeva fino allinguine. Batone not che Pavone stava
fissando luomo al suo fianco e scoppi a ridere.
Questa  la mia guardia del corpo, Duras. Ha il pugno pi duro di tutta la Tracia. Ammazzava i
bastardi Romani a mani nude. Una volta ha colpito un uomo cos forte da fargli esplodere la testa. Dico
bene, Duras?.
Lenergumeno assent grugnendo.
Batone squadr Pavone con disprezzo. Puoi anche avere il titolo di primus palus, ma ogni
gladiatore di questo ludus sa bene che sono io il vero campione. Solo io devo avere tutta la gloria e la
fama. Le puttane devono urlare il mio, di nome. Lunico motivo per cui sei qui  che limperatore ha
assunto quel culo basso di ufficiale, il tuo amico, come lanista.
Non  mio amico, mormor Pavone.
Siete entrambi Romani e questo vi rende entrambi miei nemici.
Pavone si alz per lasciare la mensa. Duras allung una mano avanti e lo respinse indietro.
Barcollando, Pavone sent la base della spina dorsale sbattere contro lo spigolo del tavolo. Qualcosa gli
scatt dentro. Afferr un piatto di terracotta vuoto che vide sul fianco e si slanci in avanti,
brandendolo in direzione della guardia del corpo. Quando il piatto gli si frantum contro il cranio,
Duras lanci un grugnito. Batone balz indietro da Pavone mentre i frammenti di terracotta si
sparpagliavano rumorosamente su tutto il pavimento della mensa. Duras sfoder i denti in un ghigno
verso il giovane gladiatore. Serrando le grasse dita a pugno, lenergumeno sferr un gancio, colpendolo
al plesso solare. Il colpo stord Pavone, che inizi a barcollare allindietro.
Ripreso equilibrio e respiro, Pavone si slanci in avanti come un fulmine, investendo Batone a
testa tesa. Duras osserv incredulo e Batone rimase col fiato mozzato, la faccia improvvisamente
paonazza, espellendo un getto daria esplosivo dalla bocca. Cadde allindietro, inciampando contro una
panca rovesciata e rovinando sulla schiena, trascinandosi dietro Pavone, il sangue che gli rimbombava
nelle orecchie. Gli altri gladiatori nel frattempo osservavano sbigottiti. Pavone colp violentemente il
naso di Batone con le nocche e si prepar a sferrare un altro colpo, ma delle mani gli bloccarono il
polso, strappandolo via da Batone. Il giovane gladiatore si volt, pronto ad attaccare la guardia del
corpo, ma vedendo la faccia delluomo che lo fissava, seppur riluttante, disserr il pugno.
Che sta succedendo qui?, sbrait Macrone.
Pavone fece una smorfia. Signore, posso spiegare tutto....
Mi hai stufato, ragazzino viziato! Crei solo problemi. Ti stanno appiccicati addosso come una
puzza. Loptio guard Batone che, a terra, si premeva una mano sul naso insanguinato, gemendo.
In quel momento anche il doctor fece irruzione nella mensa. La fronte imperlata di sudore, lo
scudiscio stretto in mano. Con piglio minaccioso, spost velocemente lo sguardo da Batone a Pavone.
State facendo amicizia, eh?
Questa merda di romano mi ha colpito per primo, disse subito Batone con voce nasale. Mi 
saltato addosso senza nessun motivo.
 vero?, chiese Macrone a Pavone.
Prima che il giovane gladiatore potesse rispondere, Batone indic Duras e gli altri gladiatori.
Chiedi a loro.
Conversando nella lingua natia, gli uomini guardarono Macrone e annuirono. Loptio serr le
labbra.
Bene,  deciso, Pavone. Sarai punito.
Ma Macrone, cio, signore....
Niente ma! Come primus palus devi essere di esempio per gli altri uomini, lo interruppe
Macrone, indicando con un brusco cenno della testa gli altri gladiatori imperiali. Cosa penserebbero
loro se vedessero che non vieni punito? Sarebbe dannoso per il morale e non ce lo possiamo permettere
adesso, ho forse torto?
No, signore.
Le regole sono regole, non possono esserci eccezioni. Aculeo?
Signore?, rispose il doctor.
Dai a questuomo la punizione che ritieni giusta.
Con piacere, signore, rispose laltro con un ghigno crudele verso Macrone.
Questultimo torn poi a rivolgersi a Pavone. E adesso sparisci dalla mia vista.
Pavone avvert una fitta di amaro risentimento nei confronti di Macrone. Nonostante le enormi
differenze tra loro, il giovane gladiatore aveva comunque stretto un forte legame con loptio. Entrambi
avevano combattuto con onore per Roma e condividevano la medesima considerazione del valore
dellarte della guerra. Li univa, inoltre, anche un odio per Pallade e Murena. E adesso loptio lo trattava
come un qualsiasi schiavo errante, con freddezza e distacco. Bruciato da un senso di tradimento,
Pavone segu Aculeo fuori dalla mensa. Si incammin verso i pali di allenamento, preparandosi al
terribile dolore che lo attendeva sulla punta dello scudiscio del doctor. Aculeo si ferm e piant le mani
sui fianchi.
Dove pensi di andare?, chiese.
Ai pali, signore. Per essere fustigato, rispose Pavone, sorpreso.
Non ho nessuna intenzione di frustarti, rispose Aculeo con una risata di gusto. Troppo
facile! No, un signorino come te merita una punizione speciale. Aculeo indic un edificio situato
nellangolo nord-orientale del ludus. Sei in servizio alle latrine, Pavone. Gli scarichi si sono di nuovo
intasati, grazie a quel maledetto Corvo. Vedi quello che puoi fare per liberarli, eh?
Non far niente del genere!, ribatt Pavone indignato. Questo  lavoro da schiavi!.
Aculeo si port una mano dietro lorecchio e disse: Hai sentito, Pavone?
Sentito cosa?.
Il doctor sogghign. Il rumore di me che sto cagando.
Sempre sghignazzando, Aculeo si volt e si incammin verso le latrine. Pavone lo segu con
espressione cupa sotto i portici e lungo un corridoio fiocamente illuminato, ribollendo di indignazione
per aver ricevuto quel compito che riteneva al di sotto del suo status. Le folate di profumo degli oli
aromatizzati della zona delle termae non riusciva minimamente ad attenuare il fetore di escrementi
umani che saliva dalle latrine. I due odori si miscelavano in un unico tanfo putrido e pungente, una vera
e propria violenza per le narici di Pavone, che dovette resistere ai conati di vomito a mano a mano che
si avvicinava alle latrine.
Aculeo si ferm di fronte allentrata, bloccandogli il passo.
Non ancora, ragazzo, disse. Prima ho una cosetta da fare.
Il doctor ammicc e si infil nella latrina, lasciandolo solo tra le ombre ad ascoltare i suoi
gemiti mentre si sforzava per liberarsi. Qualche minuto dopo, Aculeo rispunt dalle latrine, tirandosi su
il cordino che gli teneva il perizoma e trascinandosi dietro una folata di puzzo infestante. Pavone si
strinse le narici con le dita, disgustato.
Ahhh!, fece il doctor, dandosi una pacca sulla pancia. Gran bella cacata. Felici Saturnalia,
Pavone!.
Il lurido pavimento lastricato delle latrine era interamente ricoperto di feci e il doctor aveva
fatto tutto il possibile per sporcare la canaletta dellacqua posizionata ai piedi della fila di sellae
pertusae, insozzando cos lunica fonte di acqua pulita. Ripartendo lungo il corridoio, Aculeo inizi a
fischiettare. Qualche passo dopo si ferm e si volt verso Pavone.
Ho fatto, ehm, un mezzo disastro l dentro. Sar colpa del vino e del dolce che mi sono
mangiato ieri sera, chiss. Assicurati di strofinare bene ovunque, fai il bravo ragazzo. Voglio vedere le
latrine tirate a lucido quando avrai finito.
Pavone digrign i denti. S... signore.
Era ormai tardo pomeriggio quando Pavone termin di ripulire il locale delle latrine. Barcoll
fuori con le mani luride, lo stomaco sottosopra e la testa che gli ronzava per la rabbia di essere stato
trattato in quel modo. Non si era mai sentito cos insultato, in precedenza. Maled anche Macrone, e
Murena per averlo condannato a quella vita tra genti barbare e schiavi. Si incammin goffamente lungo
il corridoio che conduceva alle termae, la testa appesantita dallo scoramento. Ai suoi occhi, ripulire le
latrine rappresentava unonta peggiore dellimminente crocifissione, un doloroso memento del nero
abisso in cui era sprofondato.
Entr nellapodyterium, la sala adibita a spogliatoio, grato di poter avere qualche minuto di
tranquillit. Dal campo di allenamento gli arrivavano le urla lontane del doctor che ordinava ai
gladiatori di rientrare nei cubicoli alla fine della sessione pomeridiana. Decise di soffermarsi nel
calidarium in compagnia dei pensieri malinconici; non aveva nessuna voglia di ritrovarsi circondato
dai chiassosi gladiatori. Ripiegando ordinatamente il perizoma e la cintura e appoggiandoli da parte,
attravers la sala dellapodyterium col soffitto riccamente decorato da bassorilievi in stucco e si diresse
verso il calidarium. Avvicinandosi allentrata, lo invest unondata di calda aria umida che gli riscald
la pelle.
Dun tratto una voce gli fece drizzare le orecchie.
Abbiamo bisogno di altre armi. Queste non bastano.
La voce arrivava dallinterno del calidarium. Pavone si avvicin ancora furtivamente alla soglia
della sala, trattenendo il respiro in gola. Allung il collo e sbirci oltre lo stipite. Allinterno scorse una
mezza dozzina di gladiatori, in piedi al centro della stanza con aria seria. Li aveva gi visti, seduti tra i
Traci nella mensa. Con suo grande stupore individu alcune armi improvvisate ammonticchiate sul
pavimento a mosaico ai piedi dei gladiatori; frammenti di stoviglie di terracotta, spade lignee da
allenamento appuntite allestremit come paletti e una serie di corti bastoni con chiodi arrugginiti.
E dallinfermeria?, chiese un altro gladiatore.
Bisturi e aghi?, chiese un terzo gladiatore. Contro guardie armate di spade e lance?
Ci servono solo per attaccarli e poi arraffare le chiavi, ribatt il primo gladiatore, fregandosi
le mani con aspettativa. Una volta liberati gli altri dalle celle, trovare armi vere non sar pi un
problema. A quel punto saremo in grado di sopraffare le guardie, saccheggiare il ludus e darci alla
fuga. Con un sinistro scintillio negli occhi, luomo aggiunse: Non prima di aver dato il benservito a
quei maledetti Celti, naturalmente.
Una volta che ci saremo dispersi sulle colline, quei coglioni di Romani non ci prenderanno
mai, fece il secondo gladiatore. Potremo prenderci quello che vogliamo, ci sar vino e fica per
tutti!.
Il primo gladiatore sbatt un pugno sul pavimento. Batone ha ragione. Se quel merdoso di
soldato pensa di poter fare come vuole nel ludus negandoci ricompensa e privilegi, be si sbaglia. O ci
viene dato quello che ci spetta, o ce lo prenderemo da soli. Ve lo dico io, ragazzi: c molto pi da
guadagnare come banda di briganti che da gladiatori nellarena!.
I compagni rombarono, eccitati. Il primo gladiatore fece un cenno a uno dei compagni. Vai in
infermeria e fai credere a Kallinos che ti senti male. Prendi quello che puoi. Vai subito, non ci rimane
molto tempo. Batone dice che dobbiamo agire oggi stesso.
Il gladiatore part di corsa in direzione della porta. Preso dal panico, Pavone si gir su se stesso
per scappare.
Vai da qualche parte, romano?, chiese Duras con voce lenta e roca, inondandogli le narici di
pesante fiato alcolico.
Pavone rimase impalato sul posto, il cammino bloccato dalla gigantesca guardia del corpo, la
gola in fiamme per la paura mentre il sangue rifluiva dalla testa. Nonostante il calore che arrivava dal
calidarium alle sue spalle, sent improvvisamente freddo.
State organizzando una fuga, rispose in tono calmo.
Duras scoppi in una sguaiata risata di petto. Si sporse verso Pavone, tendendo la possente
muscolatura e fissandolo con occhi assottigliati. Supponiamo anche che sia cos, romano. Cosa avresti
intenzione di fare? Vuoi denunciarci al soldato?
Macrone  il lanista. Se avete legittime lagnanze, suggerisco che ne discutiate con lui.
 uno stronzo romano, proprio come te. Ho unidea migliore. Quando avremo finito di fare a
pezzi le guardie e quei merdosi Celti, butteremo te e il lanista nella stessa fossa.
Pavone fece un profondo respiro. Ud lo scalpiccio di passi alle sue spalle. Si volt e vide sei
gladiatori sbucare dal calidarium e stringere su di lui. Quello al centro brandiva un bastone chiodato e
sbatteva la punta dellarma contro il palmo della mano. Pavone si rese conto di non aver via di scampo
con i Traci. Ormai lavevano messo con le spalle al muro. Si volt di nuovo verso Duras.
E non potrei unirmi alla vostra ribellione?, disse, cercando di suonare convincente.
Duras guard gli altri con un sorrisetto compiaciuto. Un romano montato con la puzza sotto il
naso che vuole immischiarsi con noi Traci? Batone non lo permetterebbe mai. Nah! Molto meglio
ammazzarti a pugni adesso. Tanto Batone aveva previsto di farti comunque fuori.
Non siete costretti a farlo, non vi tradir. Pavone sent lansia strozzarlo in gola.
Duras fece scrocchiare le nocche. Abbiamo un problema. Adesso conosci il nostro piano; non
possiamo rischiare che tu vada subito a riferirlo al lanista, e non c posto tra noi per un bastardo di
romano....
Pavone si sent annodare le viscere e fece un passo indietro, sbattendo contro un altro gladiatore
trace. Allora tent di scattare di lato, ma il gorilla ebbe una reazione fulminea, lo cinse al busto con le
braccia, agganciando le mani sul davanti e chiudendo il giovane gladiatore in una morsa soffocante.
Pavone si dimen per liberarsi, quando il secondo gladiatore sollev il bastone sopra la testa. Poi
larma lo colp sul lato del cranio. Allimpatto del bastone contro le ossa della mascella, dalla guancia
schizz fuori un fiotto di sangue e Pavone sent un fischio nelle orecchie. Il gladiatore lo colp di
nuovo, stordendolo. Gli altri gli piombarono addosso, coprendolo con una raffica di pugni e calci.
Pavone inizi a sentirsi venir meno. Colpito da un pugno al busto, sent unesplosione di dolore. Duras
rilasci la presa e Pavone si accasci a terra, sbattendo violentemente contro il pavimento di marmo.
Poi Pavone si rese vagamente conto di Duras che gli si inginocchiava accanto, sfoderando un ghigno da
invasato. Tent di risollevarsi da terra, ma una fitta di dolore pungente alle costole lo costrinse a
rinunciare. Il gigantesco trace gli poggi un piede nudo sul busto, bloccandolo a terra supino. Tutti gli
altri gladiatori nel frattempo gli si erano stretti attorno, circondandolo.
Adesso sei mio, ragazzino ricco, gli sibil Duras.
Pavone chiuse gli occhi e si prepar a morire.
...
.
...
Capitolo quattro.
...
.
...
Quel pomeriggio Macrone effettu una approfondita ispezione delle strutture del ludus.
Accompagnato da un addetto, pass in rassegna con occhio attento linfermeria, i locali delle terme, le
latrine, la sala della mensa, gli alloggi delle guardie e larmeria, oltre al grande edificio a due piani del
dormitorio in cui i gladiatori erano ospitati in cellette da due. Lentit dei lavori di ristrutturazione era
scoraggiante, ma Macrone aveva intenzione di far eseguire ogni riparazione possibile con il misero
fondo cassa di cui disponeva. Erano necessari nuovi equipaggiamenti da allenamento per i gladiatori, di
importanza vitale se voleva rimetterli in forma adeguata prima dei giochi imminenti. E poi era certo
che latrine rinnovate e una rinfrescata generale ai cubicoli non avrebbe potuto che risollevare il morale
degli uomini e placarne linsofferenza sul terreno di allenamento. Per sovvenzionare i lavori, il giorno
precedente Macrone aveva approvato la vendita di tre gladiatori al lanista di un ludus privato poco
distante da Capua. Sebbene, in teoria, la vendita di gladiatori imperiali fosse proibita, durante il regno
assai martoriato dai debiti di Caligola, il precedente imperatore, era comunque diventata una prassi
diffusa e Murena aveva concesso a Macrone una speciale licenza che lo autorizzava a vendere i
gladiatori superflui per sostenere la stabilit economica del ludus. La vendita di tre provocatores
germanici esperti aveva portato un introito di 15.000 sesterzi a testa, una somma sbalorditiva se
paragonata alla paga che Macrone percepiva da legionario, pari a 900 sesterzi lanno.
E nonostante questo, una buona parte del ricavato della vendita era andato in fumo appena
incassato perch Corvo si era pesantemente indebitato con i commercianti locali per la fornitura di
scorte alimentari. Oltretutto, il personale amministrativo e le guardie attendevano vari mesi di paga
arretrati, il che avrebbe bruciato unulteriore grossa fetta di quella manna, lasciando a Macrone solo
briciole di cui disporre per i lavori di manutenzione ormai non pi procrastinabili. Decurtata tutta la
spesa, la misera somma rimasta nelle casse del ludus sarebbe bastata a coprire le parcelle dei medici per
i gladiatori che si sarebbero feriti durante gli allenamenti per i giochi. Macrone era impressionato dalla
quantit di denaro necessario per la gestione di un ludus: si chiedeva come facessero i lanisti a fare
profitti.
Ispezion edificio dopo edificio, segnalando ogni necessit di riparazione o miglioria che
intendeva effettuare e che lo scrivano che lo accompagnava diligentemente appuntava su una tavoletta
cerata. Giunti allarmeria, si ferm per controllare il cancello di ferro. Laria era polverosa e satura
dellodore pungente del metallo. Lungo il corridoio sfarfallavano fiammelle di lampade a olio.
Nelloscurit si vedeva il luccichio minaccioso di affilatissime lame di spade, pugnali e punte di lance.
Gli stipiti ai lati del cancello erano sormontati da un arco con bassorilievi raffiguranti varie tipologie di
gladiatori in posa da combattimento. Macrone afferr una delle sbarre metalliche del cancello e la
stratton. La struttura cigol sui cardini.
La serratura  andata, disse sospirando allo scrivano. Anche un vecchio brocco riuscirebbe a
entrare.
S, signore.
La mansuetudine di quella risposta irrit Macrone. Quella mattina si era svegliato di buonora
con la testa che gli pulsava per la sbronza della sera prima, quando aveva terminato il giro di ispezione
esplorando la cantina del precedente lanista. Corvo si era rivelato un gran conoscitore. La cantina
sottostante il suo alloggio era fornitissima di Falerno e Caucino, oltre a un paio di anfore colme fino
allorlo di un eccellente Faustino. Non era quindi un gran mistero capire come il precedente lanista
avesse potuto sperperare tutto il suo denaro. Sebbene la qualit del vino fosse alta, Macrone
rimpiangeva il beverone a buon mercato venduto nelle botteghe del mercato non troppo distante dal
campo legionario sul Reno. Presto, si rassicurava, sarebbe stato liberato dai suoi doveri nel ludus e
sarebbe tornato allazione.
Torn a rivolgersi allo scrivano in maniera brusca: Questo cancello  lunica cosa che separa
centoventi gladiatori infuriati da un arsenale sufficiente ad armare unintera coorte. Suppongo che
ricordi la rivolta di quel bastardo di Spartaco e dei suoi seguaci che hanno ammazzato mezza
Campania?.
Lo scrivano tenne la testa china per la vergogna. S, signore.
Macrone annu laconicamente. E allora saprai anche che, dopo la dura batosta che Crasso e la
sua legione hanno inflitto a quella merda di trace fomentatore,  stata promulgata una legge severa su
quando e dove i gladiatori possono avere accesso a unarma affilata.
Certo, signore, rispose gentilmente luomo, spostando il peso da un piede allaltro.
Lunico momento in cui un gladiatore pu prendere in mano una spada vera  quando sta per
entrare nellarena. Non nel suo alloggio, non mentre sta cacando e non mentre si allena nel ludus. Le
spade devono essere custodite rigorosamente sotto chiave in ogni momento e non lasciate dietro un
pezzo di ferro arrugginito come questo. Sono stato chiaro?
S, signore.
Macrone lanci unocchiata veemente allarsenale. Domani a questa stessa ora la serratura
dovr essere stata gi sostituita e larmeria resa pi sicura della vagina di una vestale illibata.
Altrimenti ti far inchiodare a una croce. Capito?.
Lo scrivano deglut rumorosamente. Capito, signore.
Bene, grugn Macrone, guardando altrove.
Tornando verso il proprio alloggio, prov vergogna di doversi servire di uno scrivano per gli
aspetti amministrativi della gestione del ludus. Non che avesse granch scelta, giacch non era in grado
n di scrivere n di leggere. Una delle poche cose di cui maggiormente si rammaricava era proprio di
essere analfabeta. Durante linfanzia a Ostia gli era stato insegnato a riconoscere un certo numero di
lettere e cifre, ma non era mai stato in grado di leggere frasi intere, n aveva mai tentato di sopperire.
Diventato soldato, non ne aveva pi sentito la necessit, almeno finch non aveva capito che un certo
grado di istruzione era un prerequisito per poter essere promosso al rango di centurione. La
consapevolezza che il suo analfabetismo potesse impedirgli di avanzare di grado lo consumava
terribilmente e aveva poi deciso di apprendere a leggere e fare di conto prima che uno qualsiasi degli
ufficiali delle legioni ne scoprisse il segreto. Adesso che si trovava a un passo dal rango di centurione,
sapeva di dover fare qualcosa in merito il prima possibile.
Entr in una grande stanza rettangolare degli alloggi del lanista accedendovi dal portico rivolto
a oriente. La pallida luce tremolante delle lampade rischiarava gli affreschi dai colori vivaci che
decoravano le pareti. Attraverso unapertura del soffitto filtrava una colonna di luce solare, riflettendosi
sulla superficie di una bassa vasca per la raccolta di acqua piovana. Sulla destra una rampa di scale di
pietra conduceva al seminterrato. Davanti alla vasca, un tavolo ornamentale con intarsi di avorio e
bronzo, interamente ricoperto di rotoli di papiro e tavolette cerate. Notando una figura che percorreva a
passo nervoso avanti e indietro la stanza, Macrone si ferm. Era un uomo slanciato con riccioli
incanutiti e la bocca sottile, quasi affettata con la punta di un coltello. Indossava una tunica bianco
sporco e una mantellina da cerimonia color porpora, assicurata alla spalla sinistra da una fibbia. Dalla
cinta gli pendeva, tintinnante, una catena con chiavi di cubicoli. Macrone riconobbe nelluomo il
comandante delle guardie del ludus.
Si schiar la voce; il comandante sollev lo sguardo e vedendolo dun tratto si immobilizz.
Ah, il lanista imperiale, inton con voce acuta Quinto Tullio Macer. Proprio luomo che
cercavo. Vorrei scambiare due parole con te. Poi, con unocchiata allo scrivano, aggiunse: In privato,
per favore.
Macrone fece un cenno alluomo al suo fianco. Vai pure.
Quando lo scrivano si fu allontanato lungo un corridoio, diretto verso una delle stanze laterali, il
comandante della guardia raddrizz la schiena e incroci le braccia al petto in una posizione di difesa.
Osserv loptio per qualche istante. Stai usando il modo pi sbagliato di gestire il ludus, Macrone.
Macrone sbuff sdegnato e ribatt. Pretendo un signore quando parli con me.
Il comandante replic stizzito: Sono un ufficiale della Guardia pretoriana e non sono tenuto a
rivolgermi a te con signore.
Macrone allora part allattacco. Sei in distacco dalla Guardia. Allinterno di questo ludus la
sola e unica voce dellautorit  la mia e faresti meglio a iniziare a rivolgerti a me come si deve. Mi
sono spiegato bene?.
Macer lo fiss torvo. Come desideri... signore. Ma non ritiro la mia protesta. Se persisti nel
voler applicare provvedimenti rigidi sui gladiatori, porterai il ludus imperiale alla rovina.
Provvedimenti rigidi?. Macrone squadr il comandante con occhi increduli. Questa  la
buona vecchia disciplina legionaria, lasciatelo dire. Roba che farebbe benissimo anche alle guardie che
comandi, Macer.
I miei uomini sono perfettamente in grado di difendere il ludus, signore.
Macrone sbuff in tono derisorio. Faccio il soldato da quattordici anni e so riconoscere la
qualit di un guerriero quando ne vedo uno:  pi probabile vedere Nettuno in persona saltar fuori dal
Tevere che i tuoi uomini vincere una scazzottata.
Macer continu a fissarlo implacabile. Aveva un atteggiamento importuno che a Macrone
ricordava molto gli ufficiali di stato maggiore nelle legioni e che glielo aveva reso immediatamente
detestabile.
Questo non  un castro legionario. Questo  il ludus imperiale, signore, riprese a parlare
Macer. Qui facciamo le cose in maniera diversa. Sarebbe duopo che accettassi questo semplice fatto,
come fece a suo tempo Corvo.
Duopo?! Ma parla latino semplice! Non stiamo mica in un circolo di retorica, amico!.
Macer storse la bocca stizzito. S... signore. Intendo dire che con i gladiatori dovremmo
andarci con il piede leggero. Batone  il capo di nobile nascita di una trib di guerrieri, non un
insolente dellAventino che si  ritrovato per caso a indossare ununiforme da legionario. Devi trattarlo
con rispetto.
A quel punto Macrone non contenne pi la rabbia. Rispetto? Fanculo tu e il rispetto! Quel
coglione di trace ha osato sfidare la mia autorit. La disobbedienza non  tollerata nelle legioni e non
sono disposto a tollerarla nemmeno qui da voi.
Se le cose stanno cos, allora hai scelto luomo sbagliato con cui litigare.
Batone  un piantagrane, ne ho visti a decine di soldati come lui. Tutte mele marce. Gente che
ha bisogno di disciplina. Qualche frustata ben assestata e una settimana a mezza razione e vedi come si
rimette in riga.
Macer scosse la testa. Temo proprio di no. Batone non  un gladiatore come tutti gli altri,
signore. Era lui il primus palus prima che al ludus arrivasse quel tipo nuovo, Marco Valerio Pavone, e
gli togliesse il posto. E questo lha fatto incazzare parecchio.
Macrone scroll le spalle. Avr tutto il tempo di calmarsi quando Aculeo avr finito di
frustarlo.
Macer serr le labbra per un istante, sbuffando rabbia dalle narici. Non  solo Batone il
problema; va oltre, molto oltre. Quando  stato catturato, con lui sono stati presi molti altri uomini della
sua trib e siccome erano tutti guerrieri eccezionali sono stati trasferiti in massa al ludus imperiale.
Macrone avvamp di rabbia. Di quanti uomini stiamo parlando?.
Quasi la met dei gladiatori del ludus, signore.
Vuoi dire che abbiamo un ludus pieno di prigionieri di guerra con il prurito della vendetta alle
mani contro gli invasori romani?.
Macer fece un leggero cenno di assenso con la testa e dopo un imbarazzato istante di silenzio,
risollev lo sguardo su Macrone. Aveva gli occhi venati di paura. Se tiri troppo la corda con Batone,
te li ritroverai tutti contro. Il ludus contiene centoventi gladiatori e solo sedici guardie al mio comando.
I Traci se ne staranno zitti e buoni in damnatio ad ludum finch avranno a disposizione vino, donne e
denaro, ci vuole poco. Se li privi di questi privilegi, automaticamente lanci una sfida a Batone e temo
che pagheremo tutti un prezzo molto alto per le tue azioni.
Macrone osserv il comandante con evidente disappunto. Era sul punto di redarguirlo quando fu
interrotto dal rumore di passi pesanti. Si volt e vide Aculeo che risaliva di corsa la scala di marmo,
gesticolando freneticamente.
Signore!, url il doctor ormai senza fiato. Signore, devi venire con me subito!.
Macrone raggel nel vedere lo sguardo allarmato negli occhi delluomo.
Ma cosa stai dicendo?, gli chiese impaziente. Parla, avanti!.
Aculeo si ferm per riprendere respiro. Si tratta dei gladiatori, inizi con voce strozzata.
Signore, temo che siano sorti dei problemi.
Macrone rote gli occhi, seccato. Non me lo dire, di nuovo Pavone?, chiese, schioccando la
lingua. Quel ragazzo crea pi rogne che altro.
No, signore, ansim il doctor. Spost lo sguardo da Macrone a Macer. Si tratta di Batone e
dei suoi.
A quelle parole Macrone rimase senza fiato. Coshanno combinato?
Si rifiutano di rientrare nelle celle.
Nuvole grigie si addensavano, opprimenti, nel cielo serale quando Macrone, Macer e Aculeo
uscirono da sotto il portico e si incamminarono a passo veloce verso il campo di allenamento. Nel ludus
soffiava una brezza fresca e per un istante alloptio torn alla memoria la frontiera del Reno sferzata da
piogge incessanti.
Ah, volesse Fortuna..., mormor tra s e s.
Cosa, signore?, chiese Aculeo.
Niente, borbott Macrone.
Sopportando a denti stretti il lancinante mal di testa che gli pulsava alla fronte, Macrone vide un
paio di inservienti che scaricavano anfore da un carro degli approvvigionamenti fermo davanti
allaccesso principale. Il cancello esterno era stato aperto e la grata di sbarramento sollevata, con gli
spuntoni di ferro piantati sul fondo delle travi di quercia scintillanti nel buio. Mugugnando, Macrone
gir lo sguardo irritato verso i pali di allenamento a nord. Nei pressi scorse il gruppo di gladiatori. Si
ferm a breve distanza da loro. Spade di legno e scudi di vimini erano sparpagliati sulla sabbia ai piedi
di ogni uomo in segno di protesta. I gladiatori sembravano stranamente tranquilli, pens Macrone. Le
braccia incrociate al petto, lo fissavano con una spietata espressione di sfida che lo disorientava. Batone
si trovava accanto al palus pi vicino alle guardie. Teneva le mani strette a pugno e le braccia stese
lungo i fianchi.
Un plotone di guardie armate circondava i gladiatori a semicerchio. Indossavano uniformi
simil-legionarie, tuniche rosse sotto corazze di ferro e il balteo della spada a tracolla. Le corazze erano
ammaccate e i calzari chiodati avevano un disperato bisogno di riparazioni. Innervosite, le guardie
tenevano le mani appoggiate sullelsa delle spade e gli scudi sollevati sul petto. Due di loro guardarono
Macer per indicazioni sul da farsi. Macrone not, disgustato, che il comandante non trasmetteva alcun
senso di comando ai suoi uomini. Si limit a tenere le labbra serrate e gli occhi abbassati, nel tentativo
di evitare il confronto.
Cosa diamine sta succedendo qui?, chiese Macrone, distogliendo lo sguardo dal comandante
e rivolgendosi alle guardie, con le mani puntellate sui fianchi.
Ho ordinato agli uomini di tornare nelle celle, rifer una delle guardie, ma si rifiutano di
obbedire.
Macrone cont i gladiatori. Io ne vedo diciotto qui, ragazzo. Dove sono gli altri?
Tornati negli alloggi, signore. Abbiamo interrotto la cena, pensando che fosse meglio
rinchiuderli subito, considerata la protesta.
E le altre guardie?
Pattugliano il ludus, signore. Manca un gladiatore allappello.
Chi ?
Pavone, signore.
Macrone si rammaric subito di aver imposto quella punizione esemplare a Pavone. Forse era
stato troppo duro con il ragazzo. Non aveva mai conosciuto un altro uomo che avesse sofferto tutto
quello che aveva dovuto sopportare Pavone, e nutriva un inespresso rispetto per il modo in cui il
giovane gladiatore continuava ad affrontare le avversit del destino, trasformandosi da aristocratico
caduto in disgrazia in eroe acclamato del popolo romano. Un istante dopo scacci il pensiero di Pavone
dalla testa. Non poteva concedergli alcun trattamento speciale. Per quanta simpatia provasse per lui, il
ragazzo sembrava infilarsi costantemente in qualche lite. Macrone si volt verso la fila di gladiatori.
Voi, adesso finitela. Tornate nelle celle allistante o vi metto a mezza razione per una
settimana. Poi fiss lo sguardo su Batone. Mi sembra di capire che sei tu il capobanda, o sbaglio?.
Batone inchin la testa con fare beffardo. Io sono solo il portavoce degli oppressi.
Stronzate! Avrei dovuto capire che stavate combinando qualche guaio. Macrone distolse lo
sguardo dal trace e si rivolse agli altri gladiatori. Questa  la mia sola e unica offerta: chiunque si
asterr dalla protesta adesso, si risparmier una punizione. Non c motivo di seguire questo idiota
nelle miniere.
Vogliamo il nostro vino!, si intromise uno dei gladiatori.
E le donne!, aggiunse Duras.
Morte ai Romani!, sbrait, provocatoria, una voce dalle file di fondo.
Macrone fiss Batone con sguardo duro, trattenendo limpulso di massacrarlo di botte per aver
sfidato la sua autorit. Fece uno sforzo enorme per controllarsi, consapevole del fatto di non poter
contare sulle guardie del ludus e sul loro molle comandante per tenere a bada i gladiatori.
Adesso statemi a sentire bene. Io sono il lanista, le regole le detto io e voi dovete seguirle, per
Diana! Ci siamo intesi?
Fanculo te e le tue regole!, sbrait Duras. E fanculo il ludus!.
Batone ridacchi, allargando le mani verso i gladiatori. Vedi, romano, stai sprecando fiato. Gli
uomini sono tutti con me. Abbiamo messo in chiaro la nostra posizione. Non coopereremo finch i
nostri privilegi non saranno ripristinati e la ricompensa pagata.
Peccato, ma come ti ho gi detto prima, nelle casse non c pi un sesterzio.
Il trace stir un sorriso di uno che la sa lunga.  una spudorata bugia, romano. So bene che
dalla vendita dei tre uomini ti  entrata la bella sommetta di 45.000 sesterzi. Ce ne sono abbastanza per
pagare quello che spetta a me e ai miei uomini. Nel dirlo Batone stese una mano a palmo aperto.
Dammeli.
Togliti dai coglioni! Quel denaro  gi destinato. Ci sono debiti ben pi pressanti da saldare
prima della vostra ricompensa.
Sto cercando di essere ragionevole, optio. Questa  la tua ultima possibilit di salvare il
ludus.
Macrone fiss il trace con unocchiata penetrante. Ritratta subito o vi faccio crocifiggere tutti.
Fai il bravo.
Batone sogghign. Non puoi trattarci in questo modo, romano. Non andrai da nessuna parte
cos. Pretendiamo i nostri privilegi e il denaro che ci spetta. E, fammi pensare un attimo..., continu il
trace, strofinandosi il mento con aria pensosa. Ecco, s, vogliamo negoziare una percentuale pi alta
per le prossime vittorie nellarena. Che ne dite, ragazzi?.
Gli altri Traci accolsero la proposta con fischi e applausi. Macrone nel frattempo sbuffava come
un toro infuriato, di umore sempre pi nero a ogni secondo che passava. Se pensi che io sia disposto a
cedere a uno zotico sobillatore, ti sbagli di grosso.
Come vuoi, ma noi non coopereremo finch non soddisferai le nostre richieste. Batone
incroci le braccia. Sta a te decidere, romano.
Macer tir Macrone da una parte finch non si trovarono fuori della portata dudito dei
gladiatori, abbass la voce stridula e gli disse: Dobbiamo negoziare. Dagli quello che chiedono. Non
c motivo di scatenare spargimenti di sangue, signore.
Macrone serr la mascella e fiss il comandante con disprezzo. Io non negozier con una
banda di delinquenti. Tra laltro, se acconsento alle loro richieste, il segretario imperiale e il suo
braccio destro andranno su tutte le furie. Il ludus  gi sullorlo del fallimento. Non possiamo
permetterci di cedere gran parte delle vincite a Batone e ai suoi solo per farli contenti.
Macer rimase in silenzio. Con la coda dellocchio Macrone vide Aculeo iniziare a fumare di
rabbia. Il doctor avanz e colp Batone con la frusta. Macer trasal allo schiocco secco del cuoio che
strappava via brandelli di pelle viva. Il trace non batt ciglio. Fuori di s, Aculeo si avvicin ancora.
Dal busto ferito del gladiatore inizi a colare sangue. Il doctor raccolse catarro dalla gola e glielo sput
in faccia.
Torna nella tua cella, schifoso bastardo, subito! O ti frusto talmente forte da farti rimanere in
infermeria per un mese.
Batone indur lo sguardo su Aculeo mentre un rivolo di saliva gli colava gi dal naso.
Traci del cazzo, ringhi Aculeo.
Batone part con il pugno destro in direzione di Aculeo, mirando al collo, abbassando la spalla
destra e seguendo una traiettoria ad arco verso lesterno. In quellistante Macrone scorse un oggetto
scuro che sporgeva dalla parte inferiore del pugno di Batone. Raggel quando cap che il gladiatore
brandiva una scheggia di argilla. Allimpatto, gli occhi del doctor si spalancarono di colpo. Il frustino
gli cadde di mano. Abbass gli occhi ammutolito mentre la scheggia appuntita gli tranciava la gola da
parte a parte. La pelle morbida si apr con un rumore di squarcio. Dalla ferita inizi a sgorgare un fiotto
ininterrotto di sangue. A quel punto Batone tir via la scheggia e il sangue schizz gi sul mento e sul
petto del doctor. Aculeo barcoll indietro e si accasci sulla sabbia. Le guardie estrassero le spade.
Nello stesso istante gli altri gladiatori tirarono fuori le armi che tenevano nascoste sotto le cinture e il
perizoma. Macer trasal visibilmente e indietreggi di qualche passo, lanciando occhiate confuse ai suoi
uomini mentre iniziava a scatenarsi il finimondo.
Ammazzateli!, rugg Batone, slanciando il pugno insanguinato in aria. AMMAZZATELI TUTTI!.
...
.
...
Capitolo cinque.
...
.
...
Le sette guardie erano troppo scioccate per reagire prontamente alla carica dei gladiatori. Un
gigante di trace con spalle larghe e petto villoso si slanci contro Macer, urlando a squarciagola. Il
comandante delle guardie, persosi danimo, inizi a colpire alla cieca contro il gladiatore, la spada
tremante nella mano molle, la faccia irrigidita in una smorfia di terrore. Macrone si volt verso le
guardie e rimase colpito da un senso di vulnerabilit che mai prima aveva provato. A differenza loro,
lui era disarmato, avendo lasciato la spada negli alloggi del lanista.
Resistete!, url con tutta la voce che aveva.
Si volt in tempo per individuare Duras lanciato in una corsa forsennata verso di lui, ringhiante
e con occhi iniettati di furia. Brandiva un bastone chiodato puntandolo verso Macrone, al centro del suo
petto. Istintivamente il lanista schiv lattacco con un poderoso movimento rapido del braccio destro.
Allimpatto con il bicipite del gladiatore si ud un rumore secco di schiaffo. A quel punto, Macrone
abbass la spalla e affond un gancio contro lavversario, facendolo barcollare allindietro e rovinare
sulla sabbia. Fulmineo gli strapp il bastone di mano. In quellistante un movimento sulla destra attir
la sua attenzione. Un paio di gladiatori disarmati gli si stavano precipitando addosso.
Avanti!, li incit, scuotendo il bastone verso di loro. Chi di voi due bastardi lo vuole
assaggiare per primo?.
I due si scambiarono unocchiata veloce. Poi continuarono a caricare contro di lui, dimenando i
pugni sopra la testa. Macrone non ebbe difficolt a schivarne il fiacco attacco. Balz contro luomo a
destra, trafiggendolo al collo con il bastone. Il gladiatore contorse la faccia in unespressione di agonia
ed emise un gorgoglio, abbrancandosi disperatamente la gola quando Macrone stratton via il palo
chiodato. Lo attacc il secondo gladiatore, colpendolo con un pugno violento sul lato destro dello
stomaco. Respingendo la fitta di dolore, Macrone si volt verso lavversario, torcendosi ai fianchi e
abbassando la spalla sinistra. Tenendo i piedi ben piantati nella sabbia, lo infilz alladdome scoperto.
Luomo ulul di dolore. Macrone stratton via il paletto e guard oltre. Le guardie si erano
progressivamente ritirate verso il porticato orientale, riparandosi dietro gli enormi scudi e resistendo
alla massa di gladiatori. A spalle curve, le sferravano colpi alla cieca e per lo pi a vuoto, nel tentativo
di tenere i nemici a distanza. A terra erano gi stesi due corpi di Traci.
Macrone riflett rapidamente. Anche se le guardie erano armate decisamente meglio rispetto ai
pezzi di terracotta, ai bisturi e ai bastoni chiodati dei gladiatori, erano comunque in bala della ferocia
degli avversari. Questi ultimi gli si lanciavano contro, urlando grida di battaglia nella propria lingua,
con la schiuma alla bocca. Dal canto loro, le guardie sferravano colpi frenetici contro lorda che li
caricava. Laria si riemp di tonfi e scricchiolii di metallo contro carne.
Un gladiatore balz contro una delle guardie che stupidamente aveva abbassato lo scudo,
colpendola ripetutamente al collo con uno scalpello chirurgico. Il soldato vacill, perdendo vita a fiotti
violenti. Consapevole che la situazione stava volgendo al peggio, Macrone part di corsa verso le
guardie, affondando i sandali nella sabbia bollente. Piant un pugno in piena faccia a un gladiatore che
stava tentando un attacco laterale ai soldati. La faccia delluomo si irrigid in unespressione di shock,
occhi sbarrati mentre la testa scattava allindietro.
Un gladiatore barbuto si avvent violentemente contro Macrone con una scheggia di terracotta.
Il lanista, abbassandosi, schiv lattacco senza difficolt e trafisse la coscia delluomo con il paletto di
legno. Poi afferr il gladio e lo scudo dalla guardia uccisa e si lanci in una corsa forsennata, spingendo
potentemente sulle punte dei piedi; super con un balzo un cadavere e invest con lo scudo il gladiatore
pi vicino, ripartendo poi in attacco con il gladio e affondandoglielo completamente nellincavo
dellascella. Il gladiatore grugn infuriato, barcollando allindietro mentre dalla ferita sgorgava sangue.
Abbassata la spada sul fianco, Macrone attacc un secondo gladiatore al petto con un potente affondo
angolato. Poi scatt con il polso per dare una fatale torsione alla lama, triturando le viscere delluomo
che, urlando terrorizzato di dolore, si accasci sulla sabbia.
Rimanetegli addosso!, url alle guardie. Ammazzateli tutti!.
Le guardie iniziarono a spingere in avanti, proteggendosi dietro gli scudi, spronati dai prodi
attacchi delloptio. Lentamente riguadagnarono il vantaggio, attaccando furiosamente i gladiatori
miseramente armati. Le punte delle spade scintillavano. Alcuni gladiatori continuarono a rispondere
allattacco, ma in breve la loro resistenza croll quando le armi improvvisate si rivelarono
definitivamente inadeguate, contro le spade degli avversari. Le guardie ripartirono in unennesima
carica lanciando un ruggito feroce, sferrando colpi violenti contro i ribelli, trafiggendoli al busto
scoperto con furia spietata. Alle urla dei gladiatori si aggiunsero i grugniti e i gemiti di sforzo dei
soldati e i tonfi delle spade contro muscoli e ossa. Dun tratto i gladiatori sopravvissuti iniziarono a
ritirarsi verso la zona dei pali di allenamento, osservando, sgomenti, i compagni soccombere alla
scarica di punte di spade e inghiottiti da nuvole di polvere. Macrone non ebbe il tempo di congratularsi
con se stesso. Continu a cercare freneticamente Batone nella zona del campo di allenamento.
Poi un movimento laterale carp la sua attenzione. Duras aveva stretto Macer con le spalle al
muro. Il gorilla di Batone stratton via di mano lo scudo al comandante e lo scagli di lato come se
fosse un foglio di papiro. Distanziandosi dal gladiatore, Macer url, la faccia irrigidita in una smorfia di
terrore. Duras grugn e gli si slanci addosso. Macer balz indietro impaurito, scivolando su corpi
sventrati e atterrando sulla schiena. La catena con le chiavi dei cubicoli gli si stacc dalla cinta con un
tintinnio e vol lontano, oltre la sua portata. Duras osserv Macer trascinarsi via da lui carponi,
ignorando totalmente le chiavi. Macrone non pot che assistere impotente mentre il gorilla chinava in
avanti la mole gigantesca, raccoglieva le chiavi e le lanciava a Batone.
Cazzo!, sbrait Macrone.
Si lanci di corsa verso Batone. Il trace si volt per fronteggiarlo, avanzando per bloccargli il
cammino. Si piant solido e imperturbato sul posto, brandendo il rudis e roteandolo in attesa dellarrivo
di Macrone. I suoi riflessi scattanti da gladiatore colsero loptio alla sprovvista. La lama lignea sbatt
contro un lato della testa del romano, arrivando fulminea e invisibile. Macrone cadde in ginocchio e
tent di riprendersi dallo stordimento, scuotendo la testa. Batone gli arriv addosso, sbattendogli
nuovamente la spada sul cranio come se stesse spaccando legna con unascia. In quellistante listinto
di guerriero di Macrone scatt e lui rotol su un lato. Sent il sibilo del legno che gli passava rasente la
guancia, piantandosi nella sabbia. Approfittando delloccasione per contrattaccare, Macrone slanci in
alto la spada, mirando alla gola di Batone. Il trace allultimo istante scatt di lato con la testa e la lama
gli scalf lorecchio. Balz allindietro, rimettendosi in piedi rabbioso, mentre un rivolo di sangue
iniziava a scivolargli gi sul collo. Lespressione truce si trasform in un ghigno quando vide Duras
sparire nelloscurit del dormitorio. Si volt per seguirlo e Macrone si prepar a fare altrettanto,
quando una voce alle sue spalle lo fece bloccare.
Signore!, url una delle guardie. Laggi! A sud!.
Macrone spost lo sguardo verso il cancello aperto. Cinque gladiatori si erano staccati dal
combattimento e stavano caricando contro le guardie al punto di stazionamento accanto al cancello.
Realizzando limminente pericolo, i soldati abbassarono rapidamente la grata di sbarramento ed
estrassero le spade. Macrone sent un nodo alla gola.
Oh, cazzo. Alzeranno il cancello!.
A quel punto non seppe pi se inseguire Batone o mettere in sicurezza il cancello. Con appena
quattro guardie ancora in piedi e la defezione di Macer, era consapevole di non avere gli uomini
necessari per riprendere il controllo del dormitorio. Allinterno delledificio cerano sessanta cubicoli,
con due gladiatori ciascuno. Attaccarli con un misero manipolo di guardie, per giunta male addestrate e
fuori forma, sarebbe stato come andare incontro a una sconfitta certa. Daltro canto, finch i gladiatori
fossero rimasti intrappolati nel ludus, il popolo di Capua non avrebbe avuto nulla da temere. Decise
rapidamente che circoscrivere la minaccia sarebbe stata la miglior strategia da seguire, almeno finch
avesse avuto la possibilit di trovare una conclusione con Batone.
Si volt verso le guardie. Chi  di voi il secondo in comando?.
Un giovane con capelli ricci biondi alz la mano. Io, signore, Glabrio.
Bene, ti ho appena promosso, ragazzo. Il giovane fece un cenno preoccupato con la testa. E
mi sai dire dove cazzo sono le altre guardie?.
Il giovane soldato indic verso il dormitorio. Dallinterno provenivano urla raccapriccianti; i
due rabbrividirono al pensiero della sofferenza che attendeva quei soldati che avevano avuto la sfortuna
di trovarsi intrappolati in mezzo a una masnada di gladiatori vendicativi.
Per loro  troppo tardi, disse Macrone, strappando Glabrio da quel momento di confusione.
Ascoltami bene. Ci sono solo due uscite dal ludus. Io mi occuper del cancello e voglio che voi
andiate negli alloggi del lanista e che serriate la porta. Dobbiamo fare in modo che Batone e i suoi non
abbiano via di fuga.
E Macer, signore?.
Loptio fiss cupo il giovane ufficiale. Macer se ne  andato, sono io al comando adesso,
ragazzo. E ordino a te e ai tuoi uomini di sbarrare laltra maledetta uscita! Oppure, se preferisci, posso
sempre accusarti di omissione di dovere e farti processare domattina. Mi sono spiegato bene,
Glabrio?.
Dopo un istante, il giovane soldato annu. S, signore!.
Bene, prendi un uomo con te.
Macrone scorse il braccio di una guardia brizzolata. A giudicare dalle cicatrici, intu che luomo
doveva aver combattuto battaglie serie in passato. A differenza del suo comandante, pens cupamente.
Tu! Nome!.
Basso, signore.
Mai combattuto in una battaglia vera?.
Basso non esit. Sono stato in servizio nellOttava legione per ventanni, signore. Ne ho viste
e fatte parecchie lungo il Danubio.
Oggi  il tuo giorno fortunato, Basso. Hai la possibilit di far fuori un branco di gladiatori
ribelli e contribuire a salvare il ludus imperiale dal disastro. Macrone indic la mischia nei pressi del
cancello.
Gli inservienti che stavano scaricando il carico del carro erano stati uccisi a colpi di falce dai
gladiatori in fuga; a terra cerano frammenti di anfore rotte e il loro contenuto era sparso sulla sabbia.
Una delle guardie era distesa supina e, tenendosi le interiora, urlava il nome della madre; il compagno
era dapprima riuscito a ingaggiare una coraggiosa resistenza, ma poi era stato spinto indietro verso la
porta esterna da uno dei gladiatori fuggiaschi. Gli altri quattro ribelli si divisero in due coppie e
iniziarono ad armeggiare con le funi utilizzate per sollevare la grata del cancello.
Dobbiamo fermarli e impedirgli di fuggire, disse Macrone a Basso. Se riescono a evadere, la
met della popolazione di Capua si trover dalla parte sbagliata della spada. E lo stesso vale per noi se
limperatore viene a scoprire la rogna che  successa qui. Dobbiamo fermarli.
Basso lo fissava ammutolito. Sigillare le uscite, signore? Ma cos anche noi rimarremo
intrappolati.
Non abbiamo scelta, rispose Macrone in tono secco e deciso. Solo noi possiamo impedire
che questorda di gladiatori infuriati arrivi al popolo di Capua.
Macrone part di corsa verso il cancello principale. Basso gli arranc a fianco con il fiato corto
nel tentativo di tenergli testa. Il soldato era visibilmente esausto per la schermaglia di poco prima: anni
e anni trascorsi nelle relative comodit del ludus, lontano dalla vita dura e caotica delle frontiere
dellimpero, gli avevano fatto perdere smalto. Macrone preg che le migliori armi delle guardie
potessero rivelarsi adeguate a fermare i gladiatori, impedendo loro di conquistare il controllo totale del
ludus.
Quando la grata di sbarramento inizi a cedere e ad alzarsi, al cancello si lev un boato
selvaggio di entusiasmo. Davanti alla porta esterna, la guardia riusc ad abbattere lavversario
gladiatore e si lasci ricadere in ginocchio, tenendosi una mano premuta su uno squarcio alla caviglia
destra.
Prendi quei bastardi sulla sinistra, url Macrone a Basso. Io mi occupo dei due sulla destra.
Basso annu con entusiasmo. Lanciando a squarciagola un ruggito roco, Macrone part alla
carica contro i gladiatori alla destra della grata. Nelle vene il sangue ribolliva di incontrollata furia; uno
dei ribelli si avvide del suo arrivo ed ebbe un istante di esitazione. Macrone inspir riempiendosi i
polmoni e lanci un altro ringhio animale, balzando in avanti. Il gladiatore non perse tempo, moll la
fune e si predispose per affrontarlo a testa alta, preparandosi allo scontro. Allultimo istante, Macrone
spinse avanti lo scudo e invest il trace. Allimpatto, lo scudo gli sussult in mano, inviandogli una
scossa lungo tutto lavambraccio. Non cera tempo per gongolare del successo. Un penetrante rumore
di raschio gli fece intuire che la grata era stata definitivamente sollevata. Lultimo gladiatore alla destra
stava velocemente assicurando la fune.
Macrone acceler il passo, avanzando intrepido verso luomo che a sua volta partiva in
direzione della bocca aperta del cancello. Gli si tuff addosso, squarciandogli il muscolo del polpaccio
con la punta della spada. Un fiotto di liquido dapprima rossastro e poi scarlatto guizz fuori dalla ferita.
Il gladiatore gir su se stesso, zoppicando per il dolore. Macrone si immobilizz. Il ribelle brandiva una
spada sottratta a una guardia morta. Reso rabbioso dalla ferita, il trace lanci un affondo contro
Macrone, che scatt con la testa di lato allultimo istante, facendosi appena graffiare allorecchio. Il
gladiatore schizz in avanti e si avvent con tutto il proprio peso contro lo scudo del romano,
grugnendo e scaraventandolo a terra. Supino, Macrone appoggi la suola chiodata del calzare contro il
petto dellenergumeno e spinse con tutte le proprie forze, sbalzandolo via. Luomo atterr
pesantemente a poca distanza, perdendo la spada. Mentre Macrone si rialzava da terra, vide
lavversario rotolare sulla pancia e trascinarsi verso larma. Aveva un solo istante per reagire. Sollev
gli occhi e vide che la grata si trovava esattamente sopra al gladiatore atterrato. Gli spuntoni di ferro
scintillavano come zanne di lupo.
Abbandona il ludus!, url alla guardia di fronte alla porta esterna. Chiuditela alle spalle e,
qualsiasi cosa accada, non aprirla!.
La guardia annu e zoppic fuori della porta, se la chiuse violentemente alle spalle e la sbarr.
Nello stesso momento Macrone si volt verso sinistra e con un solo fendente netto tranci la fune tesa
che teneva la grata sollevata. La fune si divise con uno schiocco e la grata piomb pesantemente in
basso. Il gladiatore a terra url quando gli spuntoni della base gli trapassarono braccia, gambe e busto,
impalandolo.
Ho sempre voluto farlo, signore.
Macrone si guard alle spalle e vide Basso fermo davanti ai corpi dei due gladiatori che
avevano tirato la fune. Entrambi adesso giacevano supini sulla sabbia.
Cosa, Basso?
Ammazzare due Traci. Merde schifose, signore, di cui non fidarsi minimamente.
Macrone ridacchi caustico. Ci sarebbero un altro paio di tipi che definirei allo stesso modo.
Fece un sospiro a denti stretti ripensando a Pallade e Murena. Il segretario imperiale e il suo braccio
destro glielavrebbero fatta pagare cara per la ribellione dei gladiatori. Scosse la testa per non pensarci.
Avrebbe avuto tutto il tempo di preoccuparsi dei due Greci in seguito. Prima doveva fermare Batone.
Signore!, richiam la sua attenzione Basso. Laggi! Guarda!.
La guardia punt un dito verso il dormitorio. Due gladiatori tenevano il corpo di una guardia
penzolante per i piedi da una finestra del primo piano. Luomo era ancora vivo. Poi i due iniziarono a
segargli i piedi con due lame dentate. Il soldato url di dolore, dibattendosi violentemente mentre le
lame gli tranciavano carne e ossa. Un istante dopo piomb a terra con un tonfo secco. Dalla stessa
finestra fu gettato poi un altro uomo ridotto a torcia umana, che atterr poco distante dal compagno
mutilato. Rotol disperatamente sul terreno, nel vano tentativo di spegnere le fiamme che lo
consumavano.
Per tutti gli di!, disse Basso, rabbrividendo.
Macrone distolse lo sguardo dalla scena terrificante e disse: Torniamo agli alloggi del lanista!
Subito!.
Attraversarono di corsa il campo di allenamento seguiti dalle urla e dai lamenti delle guardie
rimaste allinterno del dormitorio, contro cui i gladiatori continuavano ad accanirsi. Dallombra del
portico settentrionale Macrone scorse Batone sbucare dalledificio del dormitorio, seguito da una
colonna di altri Traci liberati. Batone fece un gesto provocatorio in direzione di Macrone, strizzandosi
gli attributi virili, mentre attorno a lui gli altri gladiatori sfilavano da terra i pali e rovesciavano la
meridiana di pietra.
Signore!, url Basso. Dobbiamo andare!.
Macrone fece una smorfia di rabbia e acceler la corsa verso gli alloggi del lanista, mentre la
luce del giorno si faceva sempre pi fioca, borbottando tra s e s: Giuro sugli di che Batone la
pagher cara per questo.
...
.
...
Capitolo sei.
...
.
...
Macrone e Basso percorsero un lungo e largo corridoio che portava nellala opposta al campo di
allenamento. Giunti in fondo, risalirono a balzi una rampa di scale di marmo e si fermarono di fronte a
una massiccia doppia porta di legno con elaborati pomelli bronzei. Macrone afferr il batacchio, un
anello infilato in fauci di lupo, e diede tre colpi secchi.
Chi ?, chiese al di l della porta una voce ovattata.
Sono Macrone! Aprite subito, dannazione!.
Segu un brevissimo istante di silenzio, poi una serie di cigolii e scatti metallici mentre
qualcuno armeggiava con il pesante chiavistello. Alla fine la porta, stridendo, si apr e rivel Glabrio
che tir un profondo sospiro di sollievo.
Sia ringraziata la dea Fortuna, signore!, disse la guardia, abbozzando un sorriso titubante.
Ho temuto che non ce laveste fatta.
Macrone si infil dentro, superando il giovane soldato a passo lesto. Ci vuole ben altro che una
manica di barbari per farmi fuori, ragazzo. Sono tredici anni che spedisco agli Inferi gente come
Batone.
Non ho mai visto niente di simile. Glabrio richiuse la porta, tremando, sprangandola senza
indugio. Sono sempre stato con la vigilanza urbana, qui a Capua, signore. Spegnevamo incendi,
placavamo risse fuori delle taverne, questo genere di cose. Non ho mai pensato che sarei stato costretto
a difendere la mia vita contro una banda di gladiatori inferociti.
Entrando negli alloggi del lanista, Macrone si ritrov davanti a una scena deprimente: i soldati
sopravvissuti alla schermaglia stretti in gruppetto in mezzo alla stanza. Tra di loro anche Macer. Erano
in stato di shock, sudati e insanguinati. Gli inservienti e gli schiavi domestici rimanevano immobili
poco oltre, i visi irrigiditi in unespressione di angoscia per quellinattesa esplosione di violenza, tutti
gli occhi puntati su Macrone in cerca di rassicurazione che non correvano nessun imminente pericolo.
Macrone not una figura scarmigliata che una guardia teneva schiacciata a terra con entrambe le
ginocchia sulla schiena. Luomo dibatteva violentemente le spalle nel tentativo di divincolarsi. Aveva
braccia e gambe livide e i capelli ricci appiccicati da sangue secco.
Abbiamo preso uno di quei bastardi, signore!, lo inform la guardia in tono orgoglioso. Gli
schiavi lhanno trovato nascosto in una delle stanze laterali e ci hanno avvertiti appena siamo arrivati.
Era sicuramente intenzionato a tenderci unimboscata, signore.
Argh!, gracid luomo a terra.
Macrone ebbe la sensazione di riconoscerne la voce. Si avvicin alluomo, arricciando il naso
per lodore fetido che emanava dalla pelle e dai capelli luridi. Ordin alla guardia di liberare la schiena
del prigioniero e gli sollev il mento per guardarlo meglio.
Pavone!, esclam. Cosa diamine ti  successo?
Signore....
Macrone chiese che fosse portato del vino. Qualche istante dopo uno schiavo domestico torn e
porse un bicchiere al giovane gladiatore. Pavone tracann il vino in un solo sorso mentre un inserviente
che aveva lavorato in infermeria ne esaminava le lesioni. La sutura alla spalla era stata strappata e la
ferita somigliava a un paio di labbra aperte increspate. Pavone aveva la mascella gonfia e le labbra
tumefatte. Linserviente gli cambi la garza alla spalla mentre il giovane si teneva debolmente seduto.
Sei ricoperto di merda, comment secco Macrone.
Lo so, signore.
E puzzi come una fica gallica.
Be, mi sembra di ricordare che sei stato tu ad autorizzare Aculeo a mettermi a lavorare nelle
latrine.
Dettagli, rispose Macrone con una scrollata di spalle. Mi sembra che ti capiti spesso.
Pavone grugn. Non mi sembra il momento di fare dello spirito... signore. Sono fin troppo
malconcio.
Questo  il tuo problema, Pavone. Ti lamenti sempre. Il classico tipo da anfora mezza vuota,
giusto?.
Pavone sollev gli occhi gonfi sulloptio e lo fiss in cagnesco. Mi hanno teso unimboscata,
signore. Nelle terme, dopo che li avevo sentiti organizzare una ribellione. Poi mi hanno abbandonato
tramortito. Sono riuscito a fuggire quando se ne sono andati per mettere in atto la rivolta. E sono corso
qui per avvertirti, ma era gi troppo tardi.
Gli scagnozzi di Batone?.
Pavone annu e deglut forte. Stanno progettando una fuga dal ludus. Hanno intenzione di
rifugiarsi sulle colline e organizzarsi come una banda di briganti.
Cazzo!. Macrone si sfreg la mascella.
Perch non sono scappati tutti quando ne hanno avuto lopportunit, signore?, chiese Basso.
Solo alcuni hanno tentato la fuga, non lintero gruppo. Non ha senso.
Loptio riflett sulle parole della guardia per qualche istante, prima di tornare a concentrarsi
sulla porta sprangata. Se Batone ha intenzione di farsi una carriera come brigante, avr per forza
bisogno di uomini, di molti uomini. Non ha senso scappare solo con un gruppetto di gladiatori. Ecco
perch ci ha teso unimboscata invece di fuggire immediatamente dal ludus. Aveva bisogno delle
chiavi delledificio del dormitorio per liberare i suoi compagni. E qualcuno gli ha agevolato
loperazione.
Pronunciando quelle parole, Macrone gir lo sguardo su Macer e vide il comandante scivolar
via dal gruppo in mezzo alla stanza e dirigersi verso la porta. In un accesso di rabbia, Macrone si lanci
in corsa verso luomo e lo agguant per un polso.
Cosa pensi di fare, eh?. Macer gemette. Tent di divincolarsi dalla morsa. Lasciami andare
subito! Voglio andarmene. Non ho nessuna voglia di morire a causa della tua idiozia.
Tu non andrai da nessuna parte, ribatt Macrone. Nessuno si muove da qui finch i ribelli
non saranno schiacciati. Nonostante il chiarore fioco delle candele, Macer dovette scorgere
lespressione minacciosa di Macrone perch deglut, passando da un piede allaltro, visibilmente a
disagio.
 tutta colpa tua, disse in tono stizzoso.
Questa  davvero bella! Considerato che esce dalla bocca del codardo che ha lasciato cadere le
chiavi delle celle.
Macer strizz gli occhi in direzione di Macrone finch non divennero sottili come le sue labbra.
La tua ostinazione ci ha portati sulla strada della distruzione, optio. Ti avevo avvertito che Batone
aveva un seguito di fedelissimi e ti ho implorato di non portarlo allesasperazione. Corvo, almeno, mi
aveva dato retta. Sapeva che era meglio tenere Batone sotto controllo con qualche piccola concessione.
Se mi avessi ascoltato, tutto questo non sarebbe successo.
Stavo solo facendo il mio lavoro e non  certo colpa mia se tu hai lasciato che Batone potesse
avere libero accesso al dormitorio.
Sono stufo di sentire le ramanzine di un semplice soldato, ringhi Macer. Limperatore pu
anche averti decorato ma io ho servito nella Guardia pretoriana e non devo stare a sentire le tue
prediche, Macrone.
Come pretoriano sei un fallito. Anzi peggio, sei una vergogna del cazzo.
Macer si irrigid. Ho perso molti dei miei uomini e la colpa  tutta tua. Tutto per la tua
incompetenza e per non voler ascoltare i miei ripetuti avvertimenti. E anche una decina di gladiatori, se
non di pi, sono morti, una perdita di migliaia di sesterzi ciascuno, potrei aggiungere, propriet
personale dellimperatore. Scriver un rapporto sullaccaduto e lo far recapitare a Pallade alla prima
occasione utile.
Ma prego, e io poi spiegher a Pallade come te la sei data a gambe, lasciando i tuoi uomini a
vedersela da soli con i ribelli. Anche una vecchia volpe come quel greco non vede di buon occhio la
codardia.
Macer serr le labbra.
Glabrio!, chiam Macrone.
Signore?, rispose la guardia.
Conduci questuomo nel sotterraneo e incatenalo.
La guardia si avvicin a Macer e lo afferr per un braccio.
Non puoi fare questo!, protest lufficiale.
Lo sto gi facendo!. Macrone sollev la spada e gliela punt alla gola, facendogli strabuzzare
gli occhi dal terrore. E cerca di non fare troppo rumore l sotto: non voglio essere costretto a scendere
per convincerti a stare zitto.
Glabrio spinse Macer verso le scale per la cantina. Pagherai per questo, optio! Lo giuro!.
Macrone guard il comandante incamminarsi. Al suo fianco, Basso fece schioccare la lingua.
E adesso, signore? Quali sono i piani?.
Macrone incresp le labbra considerando le varie opzioni. Siamo in pochi e, oltre alle guardie,
abbiamo solo un gruppo di inservienti e di servi domestici, e nessuno di loro  neanche lontanamente in
grado di maneggiare una spada. Non possiamo competere con il nemico. Le probabilit sono tutte a
nostro sfavore.
Macrone sent calargli sulle spalle un peso opprimente. Fece un profondo respiro e riflett un
istante, prima di riprendere a parlare.
Possiamo solo sperare di fermare i ribelli riprendendo il controllo del ludus. Laccesso
principale  sufficientemente protetto. Anche se Batone e i suoi riuscissero a sollevare in qualche modo
la grata, la porta esterna non si smuoverebbe di un pollice. Prima o poi, per, i gladiatori si renderanno
conto di potersi aprire un varco attraverso questa porta senza nessuna particolare difficolt. E a quel
punto saremo spacciati.
E allora che cosa stiamo aspettando?, disse Basso. Attacchiamoli, signore!.
Macrone scosse la testa, amareggiato. Ho gi detto che siamo troppo pochi per poter prendere
il dormitorio: l dentro ci sono ancora un centinaio di gladiatori contro qualche decina di noi. Per come
stanno le cose, non c modo di poterci riprendere il ludus. Il massimo che possiamo sperare  cercare
di contenere i gladiatori allinterno di queste mura. Ma si tratta di una misura temporanea. Non passer
troppo tempo prima che Batone decida di spingere per una conclusione e ci attacchi con tutto quello
che ha a disposizione. Potremmo riuscire a resistere per un po, ma alla fine quel porco di trace e i suoi
finirebbero per avere la meglio.
E se chiedessimo aiuto a un ludus nei dintorni?, propose Basso.
Macrone fece una smorfia di scoramento. Ci avevo gi pensato, ma  unimpresa destinata a
fallire. Il ludus pi vicino  a mezza giornata di viaggio da qui. Troppo lontano. Nel tempo che ci
vorrebbe ai rinforzi per raggiungerci, Batone sarebbe gi riuscito a farsi strada, ammazzandoci tutti.
E allora  finita? Siamo spacciati, signore?, chiese sottovoce Pavone.
Non necessariamente, replic laconicamente loptio. Si volt verso Pavone e lo guard con
uno strano scintillio negli occhi. Dimentichi che limperatore  in viaggio da Puteoli a Capua.
Pavone annu. Gi, Murena ne ha accennato quando ha voluto incontrarmi la scorsa settimana.
Mi ha detto che il vecchio beota vuole vedere i gladiatori prima dei giochi del prossimo mese.
Claudio viaggia con un largo seguito e ovviamente Pallade sar con lui. Oltre a tutti gli altri
liberti di cui limperatore insiste a circondarsi. Macrone fece un sorriso a trentadue denti verso
Pavone. Ma, cosa pi importante, sar accompagnato dalle guardie germaniche.
Pavone si diede una pacca su una gamba. Per Giove, hai ragione! Ho visto i Germani al
palazzo imperiale. Ce ne saranno almeno duecento, nella guardia personale di Claudio. Anche se
fossero la met, riusciremmo comunque a mettere fine alla ribellione di Batone.
Limperatore sarebbe dovuto arrivare a Capua oggi stesso, se non ricordo male.
S, signore, rispose elettrizzato Pavone. Per fermarsi in una villa sulle colline a ridosso di
Capua. Ci sono stato. Non  molto distante a piedi. Se inviamo un messaggero adesso, le guardie
germaniche potrebbero essere qui prima che faccia buio. Pavone fece una pausa, la fronte corrugata.
E se Murena si rifiutasse di venire in nostro soccorso? Conoscendolo, quella serpe di greco sarebbe
pi che felice di vederci macellati da unorda di Traci rabbiosi.
Macrone scosse la testa. Non  nella posizione di poterci rifiutare un aiuto, ragazzo. Questo 
il ludus imperiale, propriet dellimperatore. Non appena Murena avr notizia della ribellione, si
cacher nelle bracae al pensiero che i gladiatori possano mettere a ferro e fuoco questo posto. A quel
punto, quel greco connivente e il suo padrone Pallade non avranno altra scelta che inviare un reparto
completo di Germani e noi potremo riprenderci il ludus. Improvvisamente lespressione di Macrone si
fece amara. Lunico inconveniente  che saremo costretti a strisciare ai piedi di Murena. Lui e Pallade
andranno in visibilio, mi avranno per le palle e io sar debitore a entrambi. Anzi peggio, potrebbero
addirittura incolparmi della ribellione. Macrone si sent rabbrividire la schiena al pensiero delle
possibili conseguenze.
Non c altro modo, signore, disse Basso, lanciando in aria le braccia in un gesto esasperato.
Lhai detto tu stesso. I ludi privati sono troppo distanti e Murena  vicino. Lui  lunica possibilit che
abbiamo per salvare il ludus... e noi stessi. Se non chiedi aiuto a lui e gli uomini di Batone ci
sconfiggono, limperatore esiger la tua testa per aver perso il ludus e i gladiatori.
Salvati da una coppia di Greci, comment Macrone, sconsolato. Il solo pensiero gli dava la
nausea.
Non abbiamo altra scelta.
Macrone si morse la lingua, rimuginando sul dilemma. Implorare aiuto al braccio destro del
segretario imperiale offendeva i suoi principi. Lui era un soldato pieno di risorse, con un orgoglioso
trascorso di vittorie sul campo di battaglia conquistate anche contro ogni pi avversa previsione. Ma
anche lui non vedeva altro modo di uscire da quella situazione se non ricorrendo a un aiuto
dallesterno. Inghiottendo lorgoglio, Macrone sbatt un pugno sul tavolo.
Cazzo!. Gir di scatt lo sguardo verso la porta nellistante in cui Glabrio tornava dalla
cantina. Glabrio!.
S, signore?, rispose la guardia.
Macrone gli fece un cenno verso la porta anteriore. Voglio che ti metti immediatamente in
cammino per la villa dellimperatore. Pavone ti dar precise indicazioni su come trovarla. Raggiungila
nel minor tempo possibile e riferisci a Murena che  unemergenza. Assicurati che capisca che non  a
rischio solo la sicurezza del ludus, ma di tutta la Campania. Abbiamo bisogno di tutte le guardie
germaniche che pu inviarci.
Glabrio annu. Una volta che Pavone gli ebbe dato le indicazioni per la villa, la giovane guardia
si mise immediatamente in marcia. Macrone lo guard allontanarsi con un crescente senso di
eccitazione in petto al pensiero dellarrivo dei rinforzi.
Adesso non ci resta che resistere fino allarrivo dei Germani.
Un pensiero offusc la mente di Pavone. Si morse la lingua non appena la porta si richiuse alle
spalle di Glabrio. Macrone not linquietudine sul viso del giovane.
Cosa ti preoccupa, ragazzo?.
Pavone serr le labbra. Una cosa che hanno detto Batone e i suoi nelle terme, poco prima di
attaccarmi. Sui loro piani, signore.
Macrone lo guard impensierito. Pavone sembrava realmente agitato per ci che aveva sentito.
E cosa si sono detti?.
Pavone chiuse gli occhi mentre unondata di calore gli penetrava nelle ossa. Dicevano che
avevano in mente di scappare dal ludus solo dopo aver liberati i compagni e saccheggiato tutto.
Il denaro ricavato dalla vendita dei gladiatori, cap Macrone con voce roca. Batone ne aveva
saputo e mi ha chiesto di consegnarglielo. Continua....
Una banda di briganti per funzionare ha bisogno di armi, signore. Adesso mi sono ricordato
cosa ho sentito nelle terme. Pavone fiss loptio, deglutendo. I suoi uomini discutevano la possibilit
di prendersi armi vere, signore.
Macrone sgran gli occhi. Oh, merda! Larmeria.
...
.
...
Capitolo sette.
...
.
...
Pavone fiss loptio con aria profondamente preoccupata. Nel frattempo, dallaltro versante del
ludus giungevano grida sempre pi fioche mentre i gladiatori continuavano a scatenare il finimondo e a
uccidere chiunque gli capitasse a tiro. Basso e le altre guardie concentrarono lo sguardo su Macrone.
Alle loro spalle, gli schiavi rimanevano immobili e silenziosi, ascoltando la conversazione tra Macrone
e i soldati.
Le armi non sono sotto chiave?, chiese Pavone.
Macrone scoppi in una risata di gusto. Be,  un modo assai ottimista di definirlo. La grata
che protegge le armi  pi arrugginita del nostro amico greco. Anche il tuo figlioletto riuscirebbe a
buttarla gi, figuriamoci Batone e i suoi.
Sempre che non labbiano gi fatto, si intromise Basso. Potrebbe essere gi tardi.
Pavone scosse la testa. Il movimento lo fece trasalire di dolore: ogni muscolo del suo corpo
gridava vendetta. Si morse un labbro per ricacciare indietro il dolore, inghiottendolo in fondo allo
stomaco e ricordando lo stoicismo di Tito suo padre e dei suoi avi, traendo forza dal loro coraggio di
fronte alle avversit.
Batone non  ancora arrivato allarmeria.
Macrone si strofin la fronte. E come puoi esserne cos sicuro?
Ho ascoltato la conversazione degli uomini nelle terme. Vuole prima ammazzare i Celti nelle
celle.
Potrebbe essere, signore, conferm Basso, annuendo deciso e secco. Uno dei Celti ha ucciso
il fratello di Batone in una rissa sul campo di allenamento. Luomo  stato punito, ovviamente, ma
Batone da quel giorno non ha mai smesso di aspettare il momento per vendicarsi.
E gli altri Traci?, chiese Macrone. Anche loro odiano i Celti?.
Basso annu. Luccisione del fratello del capotrib  una questione donore per gli uomini di
Tracia, signore, e gli uomini di Batone bramano sangue celtico tanto quanto Batone stesso.
Macrone sbatt il pugno destro sul palmo della mano sinistra. Dobbiamo fare qualcosa per
proteggere larmeria prima che Murena invii i rinforzi. A quel punto i Germani avrebbero gioco facile
contro i Traci disarmati. Combattere contro una banda di gladiatori con armi pesanti, invece,  tutta
unaltra storia. Sono uomini altamente addestrati al combattimento e sicuramente opporrebbero una
decisa resistenza. Potremmo perdere parecchi uomini. E alcuni gladiatori potrebbero anche fuggire e
nascondersi sulle colline.
Le parole delloptio furono accompagnate dal silenzio.
Poi unidea colp Macrone e i suoi occhi si accesero di una sinistra determinazione. Mentre
Batone e i suoi saranno occupati a fare a pezzi i Celti per la cena, noi daremo fuoco allarmeria cos da
rendere inutilizzabili le armi.
Pesante ma efficace, signore, comment Pavone. Anche se io dubito che limperatore sar
contento di vedere il ludus danneggiato.
Se non lo facciamo, sar ancora meno contento di vedere danneggiato il suo impero,
controbatt Macrone.
Dimentichi una cosa, aggiunse cauto Pavone.
Macrone lo guard perplesso. Vale a dire?
Siamo intrappolati, si limit a rispondere Pavone. Non appena metterai la testa fuori della
porta, ti ritroverai addosso unorda di gladiatori infuriati come cani rabbiosi su un pezzo di carne. Ci
apriranno in due dalla bocca al buco del culo. Perdona lespressione gallica.
Basso scosse un dito verso il giovane gladiatore. Unaltra via di uscita c, una che Batone e i
suoi non possono conoscere.
Macrone si volt di scatto verso la guardia. Che intendi?
Possiamo utilizzare il canale di scarico, signore. Corre tuttattorno al perimetro del ludus. Una
volta un gladiatore lha utilizzato per scappare, cos Corvo decise di farlo sbarrare con una grata di
ferro. Da questa parte, per, uno o due di noi dovrebbero riuscire a raggiungere larmeria attraverso di
esso.
Pavone assunse unespressione perplessa. Il tunnel pu portarci dritti fino allarmeria?
Purtroppo no, replic Basso, aggrottando la fronte. In passato non c stata la necessit che
il tunnel fosse accessibile dallinterno dellarmeria, ma, per contro,  collegato allinfermeria che si
trova proprio adiacente allarmeria. Dobbiamo solo introdurci nel tunnel attraverso il serbatoio nella
cantina e seguirne il corso verso sud, poi risalire il canale e arrivare al corridoio.
Allora  deciso, sentenzi Macrone. Useremo il canale di scarico.
Distolse lo sguardo da Pavone e inizi a staccarsi accuratamente le medaglie di bronzo che
aveva appese al petto, consegnandole poi a un inserviente. Abbine cura, intesi? Me le ha date Claudio
in persona. Ho bisogno di due uomini adatti che vengano con me. Basso, tu sei il primo. Manca il
secondo....
Gli occhi di Macrone si posarono su Pavone.
Io?, grugn il giovane, scuotendo la testa. Scordatelo. Non sono in condizione di
combattere.
Siamo in piena situazione demergenza, Pavone.
Pavone continu a mostrarsi perplesso. Anche se accettassi di aiutarti, cosa ne ricaverei? Mi
crocifiggeranno comunque ai giochi.
A meno che non abbiano le mani legate.
Pavone si gratt un gomito. Non sono certo di seguirti.
Pensaci un attimo. Hai lopportunit di renderti indispensabile a quei viscidi di Greci. Una
volta che avremo fermato la ribellione, Batone e i suoi fedelissimi dovranno essere condannati a morte,
per dare un esempio a tutti gli altri. E il ludus, cos com,  a corto di gladiatori. Una volta che Batone
e gli altri Traci saranno fuori dei giochi, Pallade e Murena non oseranno nemmeno torcerti un capello.
E non c nessuno che pu prendere il tuo posto ai giochi, e il popolo di Roma non accetter mai un
gladiatore di seconda classe come attrazione principale.
Pavone serr i denti e tent di resistere al dolore che gli pulsava alle tempie. Detestava lidea di
farsi mettere nel sacco da un soldato qualunque, ma doveva ammettere che Macrone gli aveva
presentato unargomentazione assai convincente.
Senti, riprese loptio, ogni fedelissimo di Batone che ammazzerai sar un gladiatore in meno
da affrontare ai giochi. Aiutami a soffocare questa ribellione e avrai lopportunit di rimanere vivo e di
affrontare Ermete. Non sarai solo un gladiatore vittorioso, sarai il guerriero romano che ha contribuito a
schiacciare un altro Spartaco. Loptio si strinse nelle spalle. Oppure puoi rinunciare, startene qui
seduto, puzzolente di merda, ad aspettare che i due Greci ti facciano ammazzare. O Batone, se non loro.
Il primo che riuscir a metterti le mani addosso, in ogni caso.
Pavone sent il sangue pulsargli nelle vene. Si alz in piedi grugnendo, ma la rabbia che aveva
in cuore soffoc quel coro di dolore. Verr con te, optio.
Macrone lo osserv per un istante. Sebbene Pavone fosse un giovane di natali aristocratici  la
peggior specie di romano, ai suoi occhi  aveva comunque qualcosa che glielo rendeva simpatico. Era
un tipo taciturno e talvolta anche ingenuo, ma anche sorprendentemente resistente e rompiscatole,
qualit che a Macrone facevano ricordare se stesso quando era solo una giovane recluta nella Seconda
legione. Annu, soddisfatto. Cos va meglio, ragazzo. Glabrio!, url poi, voltandosi.
S, signore!.
Sei tu al comando adesso. Qualsiasi cosa accada, non lasciar entrare nessuno da quella porta,
anche se fosse necessario sacrificare la vita di ogni schiavo in questa stanza. Una volta che i Germani
saranno arrivati, falli raggruppare al cancello principale e metti qualcuno di vedetta sulla torretta.
Aspetta di vedere fumo dallarmeria in fiamme: quello sar il segnale per attaccare.
S, signore, rispose Glabrio serio. E se i Germani non arrivano qui in tempo?
Penso proprio che Murena stringer il culo quando verr a sapere della ribellione di Batone e
non perder un solo secondo a inviarli. Macrone si volt e sorrise a Pavone. E adesso, andiamo,
ragazzo. Batone e i suoi potrebbero uscire dal dormitorio da un momento allaltro. Non abbiamo tempo
da perdere.
Qualche minuto dopo, Macrone, Basso e Pavone strisciavano nel tunnel nella semioscurit.
Pavone faceva luce con una lampada presa dallalloggio del lanista, Macrone lo seguiva e Basso
chiudeva la fila, tutti tenendo le spade sopra la testa per proteggerne la lama dai reflui di scarico. La
lampada gettava ombre lugubri sulla parete di pietra ruvida, e Pavone si sforzava di concentrarsi sul
buco nero che gli si apriva davanti, invece di guardare in basso sul luridume che gli sciabordava ai
piedi.
Quante volte devo ritrovarmi nella merda in un giorno?, mugugn tra s e s.
Meglio che ti ci abitui, ragazzo, rispose Macrone. Nelloscurit la sua voce suonava molto
vicina. Se riusciremo a sopravvivere a questa ribellione, la merda ce la ritroveremo fino al collo con
quei due viscidi liberti. Tra laltro, guardandoti si direbbe che hai parecchia esperienza a strisciare nella
merda.
Che raffinato senso dellumorismo, replic secco Pavone.
In quellistante un rigurgito di nausea gli bruci alla gola. Inspir unintensa zaffata di
escrementi e sent uno spasmo alla schiena. Involontariamente, abbass la testa e si svuot lo stomaco.
Il rumore dei suoi conati echeggi per tutta la lunghezza del tunnel.
Meglio buttar fuori tutto che trattenere, ragazzo, gli fece Macrone.
Non capisco di cosa vi stiate lamentando, voi due, aggiunse Basso allegramente. Non  poi
cos male. Dovreste farvi una passeggiata di notte nella Suburra, allora. Merda ovunque, credetemi.
Ah! Roma, disse Pavone rigurgitando e sputando il gusto acido del vomito rimasto
appiccicato sulla lingua. Se potessi, non metterei pi piede in quella citt, e sarei luomo pi felice
della terra.  un posto pericoloso per essere ricchi.
Poi Pavone tacque, guardando fisso avanti e cercando di ricordare la distanza che separava gli
alloggi del lanista dallarmeria a sud, sulla zona orientale del ludus. Dun tratto si immobilizz, udendo
uno squittio pi avanti lungo il tunnel. I peli sulla nuca gli si rizzarono allistante, e si concentr verso
il buio pesto che aveva davanti con un raggelante presentimento che gli smosse lo stomaco.
Che c?, gli sibil da dietro Macrone. Perch ci siamo fermati?
Ratti!, gua Pavone. Io odio i ratti!.
Un secondo dopo centinaia di topi sbucarono dal buio, zampettando nei liquami della fogna.
Pavone inizi a tremare disgustato quando gli schifosi animaletti gli si infilarono tra le gambe,
strisciandogli contro le ginocchia. Mosse le mani davanti a s per allontanarli, ma il flusso di piccoli
animali prosegu, arrampicandoglisi sulle braccia e correndo via lungo la sua schiena. In preda al
panico, Pavone abbass la lampada e oscill la fiamma avanti e indietro sui ratti, facendoli squittire e
disperdere.
Preso!, esclam, quando un altro ratto sfrecci via scottato dalla fiamma.
Quando risollev la lampada not un topo che gli si arrampicava sul braccio destro, squittendo.
Pavone trasal, perse presa sulla lampada che cadde nei liquami della fogna, spegnendosi e facendo
piombare il tunnel in un buio pesto.
Cos successo?, chiese Macrone.
Ho perso la lampada!.
Sul serio?. Macrone serr i denti. Perch non la finisci di mandare sempre tutto a puttane,
ragazzo?.
Il giovane rimase immobile per un istante mentre i suoi occhi si adeguavano alloscurit. Vedo
qualcosa pi avanti.
A distanza scintill una striscia luminosa. Pavone strizz gli occhi, ma in quel buio sotterraneo
era impossibile capire quanto fosse distante. Avanz carponi verso di essa con un formicolio lungo la
schiena. Il pensiero di prendersi finalmente la vendetta su Ermete lo spronava ad andare avanti. Non si
sentiva pi oltraggiato dalla vita grama da gladiatore, osannato nellarena e angariato nel ludus. Aveva
tanti amici di aristocratici natali come lui che conducevano vite altrettanto squallide e tristi, cambiava
solo il luogo. Lui, per, aveva un fine pi elevato: onorare il nome di suo padre e restituirgli la gloria
che gli era appartenuta. E solo uccidendo Ermete avrebbe potuto farlo. Solo il giorno prima, riflett, le
circostanze sembravano disperate. In quel momento, invece, il suo cuore si era riempito di nuova ferrea
determinazione. Sconfiggendo Batone e i suoi scagnozzi, poteva salvare se stesso dalla crocifissione.
Aveva lopportunit di rimanere vivo abbastanza a lungo da vincere il combattimento contro Ermete.
Sorrise nel buio pesto al pensiero che la rivolta di Batone potesse veramente giocare a suo favore.
Ci siamo quasi, disse agli altri.
I tre continuarono ad avanzare carponi nel buio nero come la pece. Poco pi avanti, la fessura di
luce si allarg fino a diventare un foro di scarico sul soffitto del tunnel. Nella stanza superiore
baluginava luce di torce accese. Muovendosi lentamente per fare meno rumore possibile, Pavone alla
fine si ferm in corrispondenza dellapertura. Allung il collo verso la luce in alto e strizz gli occhi.
Cosa vedi?, bisbigli Macrone.
Scaffali con garze, signore.
Perfetto!  linfermeria!. Loptio scosse la testa. Non pensavo proprio che ce lavremmo
fatta.
E adesso?, chiese Basso dalla coda.
Macrone diede una spinta a Pavone. Dai, ragazzo, avanti. Sali su. Veloce. Non abbiamo molto
tempo. Se rimango in questa schifezza ancora un po finir per puzzare come te.
Pavone infil la spada nel foro, poi afferr i lati dellapertura e si iss nella stanza. Il passaggio
era molto stretto e dovette fare un bello sforzo per tirarsi fuori sul pavimento cosparso di pagliericcio.
Stringendo la spada, inizi a ispezionare la stanza mentre Macrone e Basso lo seguivano. I ribelli
avevano fatto man bassa dei normali strumenti chirurgici come ganci, trivelle per ossa, spatole e seghe.
Laria era satura di un pungente odore di aglio e salvia miscelato a puzzo di escrementi umani, a
formare un lezzo putrido e dolciastro.
Pavone stabilizz la respirazione, spostandosi a passi morbidi verso nord lungo il corridoio che
conduceva allarmeria, la punta della spada sollevata in avanti sul fianco. Di lontano, dal campo di
allenamento, arrivavano ancora urla di alcuni sfortunati Celti torturati dai loro ex compagni di ludus.
Poco oltre, lungo il corridoio individu larmeria, le barre di ferro scintillanti nel chiarore di una torcia
che si spegneva. Il cuore gli batteva impazzito in petto, il sangue pulsava frenetico nelle vene al
pensiero di mandare allaria il piano di Batone e della sua banda. Avvicinandosi al cancello, il
martellamento in petto aument e la paura gli invase il cuore.
Vide alcune figure che si introducevano nellarmeria. La serratura era stata forzata e il cancello
spalancato. A quel punto si blocc di colpo e Macrone e Basso gli si affiancarono. Rimasero fermi a
osservare il gruppo di gladiatori, spalle larghe e muscoli possenti rischiarati dallo sfarfallio di una
lampada a olio. Nessuno si accorse dei tre nascosti poco distanti nel corridoio.
Merda!, sibil sottovoce Macrone. Pavone si volt verso di lui e anche nel chiarore
intermittente della lampada scorse subito la delusione sul suo viso. Macrone tese i muscoli e prepar la
spada. Ce ne sono pochi. Andiamo. Possiamo batterli.
Pavone e Basso strinsero le spade. Quando lultimo gladiatore si fu introdotto nellarmeria,
Macrone sollev la spada. Adesso!.
Con un ruggito terrificante, loptio part alla carica in direzione della piccola stanza, affiancato
dai due compagni. I gladiatori impegnati a saccheggiare larmeria si voltarono allunisono e videro i tre
sbucare dal buio e sfrecciargli addosso. Troppo tardi per reagire. Raccogliendo uno scudo sul
pavimento dellarmeria, Macrone par lattacco del primo gladiatore che raggiunse. Lo invest con lo
scudo, facendolo sbalzare allindietro contro due suoi compagni. Poi lo trafisse allinguine prima che
potesse rimettersi in piedi. Pavone e Basso afferrarono due scudi e attaccarono gli altri gladiatori.
Addosso!, scoppi a ridere Macrone. Niente piet!.
Uno dei Traci si affrett ad agguantare una lancia dalla rastrelliera al muro e, accecato dalla
furia, si scagli contro Pavone. Il giovane gladiatore tese i muscoli e sollev lo scudo di fronte al petto,
e la punta della lancia lo colp violentemente, scivolando poi via. Pavone si riemp i polmoni di aria e
part alla carica, sbatt via la lancia e trafisse il gladiatore allinguine, strattonando poi in alto la punta
della spada e squarciandolo fino allo stomaco. Luomo fu scosso da spasmi mentre il sangue iniziava a
sgorgare copioso dal taglio. Per infliggergli il colpo di grazia, Pavone diede una torsione alla spada e
poi la stratton velocemente via, osservando lavversario crollare a terra in ginocchio. Si guard attorno
e individu Macrone che tirava un pugno in piena faccia a un altro gladiatore. Loptio agguant
lavversario stordito per la gola, lo sollev da terra e lo lanci via contro un mazzo di giavellotti
appoggiati alla parete. Alle sue spalle, un altro gladiatore afferr un pugnale ricurvo e, con la schiuma
alla bocca, gli si avvent addosso.
Macrone, attento!.
Pavone part di corsa verso loptio mentre questi si voltava per fronteggiare lavversario armato.
Il giovane invest il trace con una spallata, facendogli perdere la presa sul pugnale solo un istante prima
che riuscisse a colpire Macrone. La potenza dellimpatto fece sbalzare a terra il gladiatore. Mentre
questultimo tentava di rialzarsi, Pavone lo trafisse al collo esposto. Luomo rantol, stringendo la
punta della spada che fuoriusciva dalla sua gola. Grugnendo, il giovane stratton via la spada, tirandosi
dietro un zampillo di sangue.
Vedo che hai imparato qualche trucchetto, annu Macrone ammirato, guardando il trace.
Ho avuto un buon maestro, rispose Pavone, scrollando le spalle.
E questo era lultimo, aggiunse Macrone, indicando i gladiatori stesi a terra. Ma ce ne
saranno altri in arrivo. Prima appicchiamo il fuoco, meglio .
Pavone sorvegli larmeria mentre Basso afferrava una lampada a olio. In quel momento not
qualcosa e si volt verso Macrone, indicandogli alcune rastrelliere vuote. Sembrerebbe che questi non
fossero i primi a saccheggiare larmeria.
Che intendi?, gli chiese Macrone.
Mancano alcune armi.
Macrone colp il muro con un pugno. Cazzo! Batone deve essersene impossessato prima....
Pavone annu. Probabilmente hanno preso tutto quello che hanno potuto con lintenzione di
ritornare a trafugare il resto.
Quantomeno molti dei suoi non avranno armi. Buon lavoro. C ancora tanta di quella roba qui
dentro da armarli fino ai denti, disse Macrone, indicando una sfilza di spade, lance e scudi. Alcune
erano armi insolite che lui non aveva mai visto prima, e suppose che fossero state forgiate sul modello
delle armi ricurve in uso negli eserciti orientali.
Brucia tutto, ordin poi.
Tenendo la lampada per la maniglia, Basso avvicin la fiamma alla rastrelliera di legno pi
vicina. Laria si satur velocemente di fumo e solo qualche istante dopo il legno avvamp. Basso diede
fuoco anche a unaltra rastrelliera e si ritir subito dopo con Pavone e Macrone verso la porta, mentre
le fiamme iniziavano ad avvolgere spade e lance, bruciando scaffali e manici. A quel punto la guardia
lanci definitivamente la lampada tra le fiamme che si gonfiavano e raggiunse i due compagni in
corridoio. Macrone gongolava soddisfatto, eccitato dalla vista delle armi consumate dal fuoco.
Macrone!, esclam Pavone, afferrandogli un braccio. Guarda!.
Loptio segu lo sguardo del giovane oltre i porticati in direzione del campo di allenamento. Nel
morbido chiarore del crepuscolo vide unorda di gladiatori riversarsi fuori dalledificio del dormitorio,
lanciati alla carica verso larmeria incendiata.
Il fuoco li ha messi in allerta, comment Basso. Adesso siamo veramente nella merda.
Molti erano armati di scudi e spade; altri brandivano lance e pugnali. In testa cera Batone: in
mano stringeva uno scudo di bronzo e uno strano pugnale quadridente. Le punte di acciaio erano molto
strette le une alle altre e raggruppate in forma di croce, circa un piede di lunghezza. Lo affiancava
Duras, le mani avvolte da guanti di pelle chiodati e con una specie di tridente sulle nocche.
Batone ghignava con aria da invasato e fissava Macrone, gli occhi verdi scintillanti e riflettenti
le fiamme che consumavano larmeria. Dalla porta si levavano ondate di fumo nero. Laria era
irrespirabile e satura di odore di legno carbonizzato. Accanto alloptio, Pavone rinserr la presa attorno
allimpugnatura della spada in nervosa attesa.
Devono essercene un centinaio. Siamo in trappola, signore.
Aspetta a parlare, ragazzo, gli rispose Macrone, risoluto.
Avvicinandosi ai tre, Batone rallent la corsa. Dietro Pavone le fiamme furoreggiavano. Il trace
fu momentaneamente distratto dallincendio. Osserv, contrariato, le armi avvolte dalle fiamme, poi
torn a guardare Macrone e gli punt contro i denti del suo pugnale.
Ah, lanista! Tenti di rovinare i miei piani, vedo. Purtroppo per te, sei arrivato tardi. Abbiamo
gi preso alcune armi e con quelle che siamo riusciti a sottrarre alle guardie che abbiamo ucciso, adesso
i miei uomini sono sufficientemente armati per ammazzare te e tutti gli altri. Poi Batone si volt verso
Pavone. E vedo che ti sei portato dietro il tuo amichetto. Comodo. Cos posso avere il piacere di
vedervi soffrire assieme.
Puoi anche ucciderci entrambi, ma la tua ribellione  fallita. Verrai crocifisso.
Batone scoppi in una risata beffarda. Non penso proprio. Quando le legioni verranno a
saperlo, noi saremo gi spariti sulle colline. Mi aspetta una lunga vita di saccheggi e scorrerie, romano.
Lunica cosa che aspetta te, invece,  una morte atroce e dolorosa.
Vai allinferno, gli url contro Macrone con voce roca.
Prima tu, ribatt Batone.
Mentre partiva alla carica contro Macrone, dalla zona sud del campo di allenamento, si lev un
grido improvviso proveniente dal cancello principale. Romani e gladiatori si voltarono allunisono
verso lurlo gutturale. Qualche istante dopo i battenti della porta esterna, cigolando, si spalancarono,
lasciando fluire dentro un fiume di ombre in corsa verso il gruppo di gladiatori ammassati sul terreno di
allenamento. Alla vista di quella fiumana impetuosa, Batone sgran gli occhi in unespressione di
terrore. Gli uomini indossavano le bracae tipiche delle trib germaniche ed erano armati di lance
lunghissime dentate in punta e con aste ricoperte di cenere. Le spade erano considerevolmente pi
lunghe del normale tipo legionario. I gladiatori rimasero immobilizzati sul posto, scioccati dalla scena.
Un grazie a quello stronzo di Murena!, url Basso. I Germani sono finalmente arrivati!.
...
.
...
Capitolo otto.
...
.
...
Macrone si volt, rincuorato dalla vista di tutti quei Germani che affluivano nel ludus.
ADESSO!, rugg. Avanti ragazzi! Facciamogli vedere cosa sappiamo fare!.
Macrone part in testa ai suoi brandendo la spada verso il gruppo di gladiatori, mentre Batone
urlava lordine di prepararsi a fronteggiare i Germani in carica. Il sortilegio si ruppe: i Traci si
voltarono lentamente come se fossero un unico uomo per contrastare lattacco nemico. Chi era sul
davanti e armato sollev lo scudo per proteggersi e incassare limminente impatto con i Germani.
Erano per tutti intimoriti dalle grida raccapriccianti di quellorda barbarica e sulle prime sembrarono
esitare. Batone diede un calcio alla schiena di uno dei suoi, scaraventandolo verso le ombre furenti.
Andategli incontro, cani rognosi! Ammazzateli tutti!.
Le sue parole morirono soffocate quando i Germani investirono i gladiatori, a colpi di lancia. La
linea frontale di ribelli non vacill, i piedi puntellati nella sabbia mentre le cime dentate delle lance
affondavano negli scudi. I gladiatori disarmati, invece, esplosero in urla di agonia quando quelle stesse
punte dentate trafissero loro muscoli e ossa, impalandoli e schiacciandoli allindietro contro i compagni
ammassati alle loro spalle. Un gladiatore espulse dalla bocca un fiotto di sangue, quando una lancia
germanica lo trafisse con tale furia e potenza da trapassargli il busto muscoloso da parte a parte. Per
niente scoraggiato, il trace prese a sferrare colpi furiosi con il gladio contro lasta che gli protrudeva dal
busto. Lavversario germanico grugn e spinse la lancia verso lalto, sollevando il gladiatore da terra e
impalandolo definitivamente in aria. Il primo gruppo di Germani fu avvolto da uno scintillio metallico
quando giunsero altri loro compagni che iniziarono a roteare le spade e ad abbatterle sul nemico in una
scarica frenetica di fendenti e affondi. Molti gladiatori erano ancora armati di pezzi di terracotta e
bastoni, ma i Germani non mostrarono alcuna piet, continuando a colpire con furia selvaggia. Un trace
si avvent su alcuni nemici, minacciandoli con un bastone. Riusc a colpirne uno allo stomaco e a
stordirne un secondo con un colpo secco alla mascella; poi lanci un ruggito di sfida, accartocciandosi
su se stesso quando gli si avventarono addosso altri Germani, soffocandolo con una scarica di pugni e
colpi di spada. Un istante dopo luomo moriva dissanguato. A quel punto uno dei Germani sollev in
alto sul campo di battaglia la testa mozza di un gladiatore, la bocca spalancata e gli occhi fuori dalle
orbite in unespressione di terrore mortale, un groviglio di vene e tendini pendenti dal collo mozzo.
Macrone riconobbe nella testa uno dei fedelissimi di Batone. Con un ruggito ferino, il germano infier
su un altro gladiatore colpendolo con la testa mozza e sbattendolo a terra. Poi lanci il moncone in aria
per riprendere lattacco contro i restanti ribelli.
Nel frattempo, al riparo del gruppo dei suoi Traci, Batone osservava i Germani avanzare con la
faccia irrigidita in una smorfia di terrore. Macrone vide Duras dare uno strattone al suo capo,
implorandolo di dare lordine di abbandonare lo scontro contro quellorda germanica che avanzava
implacabile, abbattendo gli inermi gladiatori. In risposta, Batone spinse pi volte in aria il pugno in
direzione delloptio, poi con il compagno si ritir dalla mischia. Macrone li vide fuggire e sent il
battito farsi sempre pi rapido. Chiam Pavone e Basso con un segno della mano.
Con me!.
Macrone li anticip partendo di corsa, facendosi largo tra i gladiatori inghiottiti dallo
sterminatore germanico. Dun tratto si trov il cammino sbarrato da un gladiatore corpulento. Mutando
la posizione allultimo istante, il romano gli affond contro la spada, mirando alla parte bassa del busto.
Allimpatto con la cassa toracica del gladiatore, la spada gli vibr in mano, penetrando negli organi
vitali. Il trace boccheggi emettendo un rantolo silenzioso, barcollando in avanti, le membra scosse da
tremori di agonia. Macrone ripart allistante. I gladiatori erano respinti sempre pi indietro dalla
ferocia germanica e, nella massa caotica del combattimento, Macrone perdeva in continuazione di vista
Batone e Duras. Dun tratto, due guardie germaniche circondarono i due Traci, interrompendone il
tentativo di fuga. Uno dei due affond la lancia contro Duras, che riusc ad afferrare lasta un istante
prima di essere trafitto e la spezz in due. Rote il pezzo di legno e sferr un colpo violento contro il
mento del germano, mandandolo a terra e vibrandogli poi addosso una scarica furiosa di pugni con i
guanti chiodati. Nel frattempo, Batone schivava lattacco della lunga spada del secondo germano,
abbassandosi e contrattaccando contemporaneamente grazie ai suoi riflessi fulminei, affondando poi il
pugnale quadridente nellinguine della guardia. Il germano rantol. Batone torse di scatto il polso,
tranciandogli il membro virile e ghignando nel vederlo barcollare indietro. Stratton via Duras dallo
scontro, lasciando il germano riverso sulla sabbia, la faccia sfondata, occhi, naso e denti ridotti a una
scintillante polpa sanguinolenta. Ripresero la fuga infilandosi nella massa di uomini, schivando e
abbassandosi, puntando verso larena di allenamento. Macrone intanto lottava disperatamente per
contenere la rabbia che gli esplodeva in petto.
Bastardi!, rugg. Non fateli scappare!.
Pavone lo raggiunse e osserv il campo di allenamento. La sabbia si era annerita, ricoperta di
scintillanti pozze di sangue. Di tanto in tanto gruppetti di gladiatori abbandonavano lo scontro
dirigendosi verso ledificio del dormitorio in cerca di rifugio, braccati subito dai Germani che
esultavano con urla barbariche, colpendo e abbattendo.
Dun tratto Basso indic davanti. Laggi!.
In fondo al terreno di allenamento si intravidero due figure raggiungere il muro di cinta
occidentale e guardarsi nervosamente attorno. Nella zona nord, i Germani aggirarono ledificio,
ammazzando anche quei gladiatori che alzavano le mani in segno di resa, mutilandone poi i cadaveri.
Travolto e schiacciato a terra, un ribelle implor piet invano: le guardie lo finirono affondandogli la
lancia nel ventre. Sul versante orientale, la battaglia continuava a imperversare. A quel punto i due
Traci si resero conto che lunica via di fuga era verso sud.
Basso strizz gli occhi. Si stanno dirigendo verso larena di allenamento.
Macrone grugn soddisfatto. Perfetto. Non hanno altra via di fuga. Andiamo a finirli.
Ripartirono di corsa, scavalcando gladiatori uccisi e schivando guardie germaniche. Nel
frattempo era scesa la notte, e la luna piena inondava il ludus di un pallido chiarore. Quando i tre
varcarono larco di accesso dellarena, i rumori della battaglia si fecero ovattati. Arrivarono al centro
dellarena, cercando con gli occhi sulle gallerie lignee.
Dove cazzo sono andati a finire?, bisbigli Macrone. Pavone, vieni con me nelle gallerie.
Basso, tu rimani qui e sorveglia lentrata.
Macrone e Pavone si divisero, attenti a ogni minimo segno di presenza della preda. Dun tratto
un urlo squarci laria; Pavone si volt fulmineo verso Macrone. Loptio era illeso. Spost allora lo
sguardo verso lentrata, appena in tempo per vedere Basso che barcollava sotto larco, agonizzante.
Dalla gola fuoriuscivano quattro lunghi denti metallici. Il soldato trem e poi cadde a terra senza vita.
Dietro di lui apparve Batone con un ghigno perverso. Stratton via il pugnale dalla gola di Basso,
tenendolo schiacciato a terra con un piede sul busto, e poi varc lentrata. Duras part alla carica sulla
distesa di sabbia, le braccia spalancate, la testa bassa come un toro inferocito, la faccia contorta in
unespressione disumana di odio. Riusc a strappare di mano la spada a Macrone prima che questi
potesse attaccarlo, gli agganci le mani alle spalle e lo spinse a terra.
Pavone si volt di nuovo verso Batone. Il trace giocava minacciosamente con il pugnale.
Questa volta il tuo amico non pu salvarti, romano, gli sibil rabbioso. Adesso ti faccio
vedere io come combatte un vero primus palus.
...
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...
Capitolo nove.
...
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...
Il trace gli si scagli addosso come una saetta. Pavone non aveva mai visto un guerriero
muoversi con tale sbalorditiva rapidit e precisione, le spalle curve, premendo sulle punte dei piedi,
leggero e veloce, quasi volasse sulla distesa di sabbia. In un batter docchio il trace gli fu addosso, il
pugnale puntato allo stomaco. Pavone si ritrasse, balzando goffamente indietro. I denti dellarma gli
graffiarono la carne e un rivolo di sangue caldo inizi a colar gi dalla cintola di bronzo che gli teneva
il perizoma. Sputando bava, Batone attacc di nuovo, senza lasciare al giovane il tempo di modificare
la posizione. Il volto irrigidito in una smorfia per il dolore che gli esplodeva nel cranio, Pavone riusc a
spinger via il pugnale con un colpo di scudo, e i denti metallici ne squarciarono la superficie; il trace ne
approfitt per mollargli una pedata alla caviglia, facendolo vacillare allindietro e strappandogli lo
scudo dalla mano sinistra. Pavone croll sulla sabbia, con la terrificante consapevolezza che, ferito in
quel modo, non avrebbe potuto sconfiggere un rivale cos agile e spietato. Con gli occhi cerc Macrone
poco distante da l. Duras lo teneva schiacciato a terra, il guanto chiodato sollevato in aria, pronto a
sferrare un colpo mortale. Macrone allung un braccio sopra la propria testa, bloccando la mano
guantata e dando una testata contro la radice del naso di Duras. Vedendo la coraggiosa ripresa
delloptio, anche Pavone riacquist spirito.
Sei mio, schifoso di un romano!, lo schern Batone.
Udendone la voce, Pavone torn a guardare lavversario. Con un movimento fulmineo, Batone
abbass il pugnale contro il giovane, che raggel alla vista dei denti metallici in rapida discesa verso la
sua gola. Ormai sprovvisto di scudo, Pavone si port la spada sul petto, bloccando i denti del pugnale
con la lama. Batone spinse il coltello lungo la lama della spada provocando un penetrante stridio
metallico, finch i denti, scivolando, non sbatterono contro limpugnatura. Pavone rotol sul fianco
sinistro, torcendo la spalla e mollando la presa sulla spada. Larma vol via, portandosi dietro il
pugnale di Batone e atterrando sulla sabbia nei pressi dellentrata. Batone gli ringhi infuriato in faccia.
Aveva il respiro accelerato e il cuore che pompava impazzito. Vedendo che Pavone aveva perso scudo
e spada, il trace fremette di eccitazione e gli si avvent contro. Ignorando il dolore alle costole, Pavone
balz in piedi con tale rapidit da cogliere persino il fulmineo trace di sorpresa, e lo colp allo stomaco.
Allimpatto, Batone si pieg in due gemendo. Perse lo scudo, che si piant sulla sabbia. Inghiottendo il
dolore in gola, il trace si raddrizz e par un secondo attacco di Pavone, poi strinse i pugni e assunse
una posizione di combattimento.
Avanti, ragazzino ricco! Vieni a prenderti la tua punizione, gli ringhi contro, il labbro
superiore tirato in un ghigno astuto.
Pavone scosse la testa per riprendere i sensi. Su un lato dellarena individu Duras: la stazza
gigantesca come una montagna si stagliava contro la sfera della luna. La guardia del corpo di Batone
teneva Macrone agganciato al collo e stringeva per soffocarlo. Era troppo buio perch Pavone potesse
vedere lespressione del viso delloptio, ma ne udiva il gorgoglio affamato di aria.
Pavone gir gli occhi su Batone, il cuore avvelenato di odio. Sollev leggermente le mani
davanti al mento per proteggersi la faccia. Il trace ripart allattacco, ma invece di colpirlo in faccia,
sferr un devastante gancio basso che il romano non fu abbastanza veloce da parare. Allimpatto sul
lato dello stomaco, gli esplose dentro un dolore violento che lo costrinse a curvarsi in avanti e
abbassare la guardia. A quel punto Batone gli sferr un destro in piena mascella. Il colpo lo fece
vacillare. Uno scricchiolio assordante gli esplose nella testa. Uno sciame di macchioline bianche gli
annebbi la vista. Aveva la sensazione che le gambe si staccassero dal tronco. A malapena riusciva a
rimanere in piedi.
Finiscimi, mormor con un filo di voce.
Batone scoppi in una risata crudele. Non ti ammazzo, romano. Te e il lanista mi servite come
ostaggi. Batone schiocc le labbra, colpito da quellidea che gli era appena venuta in mente. Un eroe
militare decorato e il primus palus imperiale saranno sicuramente unottima merce di scambio quando
dovremo barattare la libert.
Pallade non negozier mai con te, rispose Pavone, trafitto da un dolore acuto alle costole.
Strinse i denti e cerc di ricacciarlo indietro. Limperatore ci perderebbe la faccia cedendo alle
richieste di un trace. Non hai speranza. La tua battaglia  finita. Arrenditi adesso e il resto dei tuoi
uomini sar risparmiato.
Idiota, ringhi Batone. In piedi!.
Con la coda dellocchio Pavone individu la stazza di Macrone che tentava ancora di liberarsi
dalla morsa di Duras al collo. Lidea che Batone potesse spuntarla lo faceva ribollire di rabbia. Ormai
si era spinto troppo oltre, aveva superato troppi ostacoli. Aveva fatto un giuramento a Tito e non
avrebbe mai permesso che fosse vanificato da un gladiatore barbaro o da due liberti greci n da nessun
altro.
In uno scatto di rabbia Pavone avanz di un passo e inizi a sferrare una scarica di diretti
velocissimi al bassoventre di Batone. I suoi muscoli, tonificati da mesi di rigoroso allenamento con
Macrone, rivelarono una forza che il giovane non aveva mai nemmeno sospettato di possedere. Da
giovane recluta magra e spigolosa era stato trasformato in un perfetto guerriero in grado di fronteggiare
un gladiatore come Batone. Questultimo abbass le mani per bloccarne i colpi, colto comunque con la
guardia abbassata dalla fulmineit dellattacco. A quel punto Pavone gli moll una testata velocissima.
Allimpatto, il suo osso mascellare scricchiol sordo e Batone grugn di dolore mentre la sua testa
scattava allindietro. Barcoll indietro da Pavone che continu a tempestarlo, il sangue che gli pulsava
alle tempie, i muscoli tesi e scintillanti a ogni colpo sferrato. Batone tent un disperato gancio sinistro,
stordito dallassalto furibondo. Pavone schiv il fiacco attacco, scartando lateralmente e partendo
contemporaneamente con un potente montante, colpendolo con le nocche sotto il mento e facendogli
sbattere la mascella inferiore contro il palato. A quel punto Batone rovesci gli occhi, vacillando
allindietro. Il romano lo incalz ancora, urlandogli contro a squarciagola. Il trace grugn ritrovandosi
bloccato da Pavone con le spalle a terra.
Il giovane si stacc e rotol via. Il trace non era ancora finito. Sputando fiotti di sangue, inizi a
strisciare verso la spada e il pugnale, le punte metalliche scintillanti sotto la luce della luna. Pavone si
slanci in avanti, precedendolo, i polmoni in fiamme per lo sfinimento. Riusc ad afferrare il pugnale
dentato prima del rivale e gli schiacci le dita con un piede, stritolandogli le nocche. Batone sollev gli
occhi e lo fiss, sfoderando un ghigno insanguinato.
Non puoi uccidermi. I miei compagni mi vendicheranno. Ti braccheranno.
Ti sbagli, gli rispose Pavone. Le guardie germaniche li hanno gi massacrati quasi tutti.
Quando Pavone abbass il pugnale, sulla faccia del trace esplose unespressione di odio
viscerale. Batone lanci un grido strozzato mentre i denti del pugnale gli penetravano nella nuca,
squarciandogli pelle e muscoli, braccia e gambe scossi da spasmi muscolari per il dolore agonizzante.
Batone fiss unultima volta Pavone e poi spir, maledicendolo.
Un grugnito attir lattenzione del giovane verso Macrone. Loptio aveva affondato i denti
sullavambraccio di Duras che perdeva sangue. Macrone stacc il morso, sollev la testa di scatto e
sput via un boccone di carne, staccandosi dallenergumeno gemente. Duras si strinse il braccio ferito.
Schizzando in piedi, ignor il dolore e si slanci brutalmente contro loptio, ruotando sui fianchi,
abbassando le spalle e sferrando una scarica di pugni che Macrone tent disperatamente di schivare o
parare.
Macrone!, url Pavone, lanciandogli la spada. Loptio lafferr a due mani e ruot di nuovo
verso Duras, affondandogli la lama nello stomaco in un unico movimento fluido. La gigantesca stazza
del trace trem, gli occhi si gonfiarono di rabbia mentre tentava di ghermire il rivale. Macrone ringhi
affondando la spada quasi fino allimpugnatura. Duras emise un ultimo gemito di agonia, poi croll in
ginocchio in una pozza del suo stesso sangue. Macrone indietreggi, ormai senza fiato.
Per un lungo istante il campo di allenamento rimase immerso nel silenzio. Pavone udiva solo il
rumore del sangue che gli pompava nelle orecchie, fragoroso come un tuono. Le tempie pulsavano
furiosamente e il corpo era teso fino al tormento. Rimase impalato dove si trovava, fissando la figura di
Batone stesa a terra, quasi incredulo che il capo della ribellione del ludus potesse essere ormai morto.
Avvert una fitta di pena. Nella sua vita precedente da tribuno militare non avrebbe esitato un istante a
congratularsi con se stesso per luccisione di Batone. Nei mesi precedenti, invece, avendo sopportato le
medesime condizioni di vita e il medesimo spaventoso trattamento di Batone e dei suoi compagni, si
era alla fine convinto che la vita da gladiatore era, a suo giudizio, anche peggiore di quella di un
comune schiavo. Questi ultimi, almeno, avevano sempre la speranza che il padrone potesse ridar loro la
libert. Il massimo a cui un gladiatore potesse, invece, ragionevolmente aspirare era una morte nobile e
rapida nellarena acclamato dalle urla degli spettatori. Unesistenza crudele e meschina, e Pavone
comprendeva bene chi tentava di sottrarsi al giogo, pur non condividendo le brutali azioni di
persecuzione e vendetta intraprese da Batone e dai suoi seguaci.
Nella zona nord echeggi un ruggito che strapp Pavone alla sua riflessione. Si scambi uno
sguardo con Macrone.
I Germani, comment Macrone.
Pavone lo guard, inarcando un sopracciglio.
Ho sentito quel grido di battaglia centinaia di volte sulla frontiera del Reno.
Pavone rimase in silenzio per qualche istante. Suppongo che non ci metteranno molto a
riprendere il controllo del ludus.
Macrone si avvicin al giovane e gli diede una pacca sulla schiena. Labbiamo scampata bella,
eh?!.
Gi, ne ho abbastanza di battaglie lunghe.
Ordinaria amministrazione quotidiana nella Seconda, ragazzo. Non per niente siamo i bastardi
pi resistenti tra tutte le legioni.
Pavone abbozz un timido sorriso. Se non fosse stato per me, adesso saresti morto.
Stronzate! Tenevo Duras per le palle.
Be, per come la vedo io adesso siamo pari, ribatt Pavone, facendo spallucce.
Macrone gli strinse lavambraccio, dicendo a bocca storta: Grazie.
In quel momento un ufficiale germanico varc correndo lentrata dellarena, producendo tonfi
sordi sulla sabbia. Ansimava per lo sforzo e aveva le braccia insanguinate. Si ferm e guard i due
Traci uccisi, poi si avvicin lentamente a Macrone e Pavone.
Tu devi essere il lanista, disse, rivolgendosi a Macrone, in un latino fortemente marcato.
Fallo sapere ai tuoi: il capo della sommossa e la sua guardia del corpo sono morti, rispose
Macrone, indicando i due cadaveri con un cenno della testa. I suoi uomini sono fedeli ma totalmente
persi senza di lui. Appena sapranno che Batone  stato fatto fuori, getteranno le armi.
Lufficiale germanico ridacchi. Non sar necessario, signore. Lo scontro  quasi finito. La
maggior parte di loro si  arresa, e solo un gruppetto si  rifugiato nelledificio del dormitorio. Ci
stiamo preparando a fare irruzione per finire il lavoro. Ho lordine dal segretario imperiale di ucciderli
e impalarne la testa perch serva da lezione agli altri gladiatori, signore.
Il tono di voce faceva intuire che al germano non dispiaceva affatto quella piega degli eventi.
Macrone non disse nulla. Non provava alcuna compassione per i gladiatori intrappolati nel
dormitorio; avevano scelto con chi stare e avevano perso; adesso dovevano pagarne le conseguenze.
Era come sul campo di battaglia: se la situazione fosse stata capovolta e i Traci avessero trionfato,
Macrone sapeva benissimo quale fine sarebbe toccata ai Romani.
Lufficiale germanico si schiar la voce. Murena desidera parlarti, signore.
Loptio digrign i denti, sbuffando. Murena  qui?
 arrivato con noi, signore. Sta aspettando negli alloggi del lanista. Vuole che tu vada da lui a
fare rapporto dopo che ti sarai dato una ripulita.
Cosa vuole adesso da noi?, rispose Macrone in tono stizzoso.
Lo scontro aveva lasciato il ludus in condizioni disastrose. Una distesa ininterrotta di cadaveri,
talmente tanti che a Macrone venne di pensare che sarebbe stato possibile attraversare tutto il campo di
allenamento senza mai toccare terra con un piede. Dallarmeria salivano colonne di fumo grigio; il
soffitto di quella sezione del corridoio minacciava di crollare da un momento allaltro, scricchiolando
sotto il peso. Il fumo ottenebrava il cielo, trasformando le stelle in sfere pallidamente baluginanti.
Loptio e il giovane gladiatore accettarono con piacere le coppe dacqua offerte loro dagli
inservienti che si stavano occupando dei feriti. Osservando ancora il campo di allenamento, Macrone
temette che sarebbe dovuto passare parecchio tempo prima che il ludus potesse tornare operativo. E con
costi enormi, per giunta. I gladiatori ribelli avevano distrutto ogni simbolo della loro prigionia. I pali di
allenamento erano stati sradicati e fatti a pezzi; la meridiana nel centro del terreno era stata spaccata.
Nellimpeto della furia alcuni gladiatori si erano addirittura accaniti contro il chirurgo del ludus,
Kallinos, operandolo con i suoi stessi strumenti di lavoro: una spatola gli fuoriusciva da un occhio, la
bocca spalancata e il viso irrigidito in una smorfia di terrore.
Superato un porticato, lufficiale germanico condusse Macrone e Pavone su per la rampa di
scalini di marmo insanguinati in direzione degli alloggi del lanista. Quando Macrone vide il braccio
destro del segretario imperiale percorrere avanti e indietro la stanza principale, gli si annodarono le
budella di terrore. I danni al ludus erano la minore delle sue preoccupazioni. La perdita di cos tanti
gladiatori  oltre la met del totale  avrebbe sicuramente reso impossibile la partecipazione del ludus
ai giochi. E questo non solo sarebbe stato motivo di enorme imbarazzo per limperatore, ma ne avrebbe
anche minato seriamente la possibilit stessa di ospitare ludi gladiatorii. Il senso di fastidio e di terrore
di Macrone crebbe quando accanto a Murena not Macer in piedi, con aria di sufficienza, che si
massaggiava i polsi arrossati. Entrambi fissavano il lanista e il giovane gladiatore al suo fianco.
Cosa diamine sta succedendo qui?, sibil senza indugio Murena, slanciando le braccia in aria.
Anche una recluta sarebbe in grado di tenere a bada una banda di gladiatori. Lasciare che il ludus
finisse nelle mani dei Traci  da idioti della peggior razza! Cosa dir il popolo quando verr a
saperlo?. Murena si sforzava di non lasciar trapelare la rabbia nella voce tremante. Hai veramente
superato te stesso, optio. Sarei tentato di spedirti in una miniera per punirti della tua stupidit.
Macrone scosse la testa infuriato, puntando uno sguardo torvo su Macer. Non sono io il
responsabile, signore. Questo codardo se l data a gambe al primo segno di sommossa, lasciando le
chiavi a terra incustodite, e cos Batone e i suoi sono riusciti ad aprire ogni cella del dormitorio. Se non
fosse stato per questo fallito di pretoriano, avremmo potuto controllare i gladiatori prima che Batone
potesse liberarne molti altri.
Bugiardo!, esplose Macer, furibondo. Signore, ho messo pi volte in guardia loptio sulle
possibili conseguenze disastrose che avrebbe avuto la sua durezza con i gladiatori, ma lui ha insistito a
tartassarli invece di trattarli con rispetto.
Rispetto?!, ripet, incredulo, Macrone. Sono gladiatori! La feccia della feccia.
Grazie, mormor Pavone sottovoce.
Basta!, sbrait Murena, fulminando con lo sguardo prima il comandante e poi loptio.
Raddrizzandosi, il liberto si lisci le pieghe della tunica, indicando lufficiale germanico con un cenno
della testa. Questuomo afferma che dando alle fiamme larmeria avete contribuito a riportare la
situazione a nostro favore.
 la verit, rispose Pavone.
Murena fiss il giovane gladiatore con sguardo glaciale. Non  cos che la pensa limperatore;
nemmeno io e Pallade consideriamo la vostra condotta in questi termini. Avete danneggiato una
propriet imperiale, tutti e due.  un crimine molto grave. Se non fosse per il fatto che avete
innegabilmente fermato la sommossa uccidendone il capo, Pallade avrebbe ordinato immediatamente di
farvi crocifiggere allalba. Dovete considerarvi molto fortunati.
Stai scherzando, spero, disse Macrone sottovoce.
Coshai detto?, scatt Murena.
Niente, rispose secco Macrone.
Il liberto conged Macer con uno sbrigativo cenno della mano ossuta. Una volta che il
comandante delle guardie del ludus fu fuori portata di orecchio, Murena fece un profondo sospiro e si
torse le mani tremanti come se volesse placare lagitazione.
 vero che Macer  un idiota incompetente, labbiamo rimosso dalla Guardia pretoriana dopo
che aveva lasciato uccidere quasi tutti i suoi uomini.
Lo sapevo!, tuon Macrone.
In ogni caso, anche se lui non  privo di responsabilit,  altrettanto vero che la tua esaltata
impulsivit ci  costata cara, optio. Questa ribellione ci lascia con una grave carenza di gladiatori per i
giochi imminenti. Con i Traci condannati allinterno del dormitorio, la capacit del ludus sar ridotta
alla met. Purtroppo questo significa che dovremo trovare un accordo con qualche altro lanista e non
c dubbio che pretenderanno prezzi salatissimi per permetterci di usare i loro gladiatori. Per non
parlare poi delle massicce riparazioni di cui il ludus ha bisogno adesso, oltre al costo per sostituire i
gladiatori morti. Limperatore dovr affrontare una spesa di centinaia di migliaia di sesterzi. Murena
gir su se stesso. Aveva stampata in faccia unespressione di profondo disprezzo. Pallade e io siamo
dellopinione che voi due dobbiate pagare per i danni arrecati.
Cosa?, sbott distinto Macrone. Non potete fare questo!.
Oh, certo che possiamo, optio. Possiamo fare quello che vogliamo. In ogni caso, dato che 
sufficientemente chiaro che nessuno di voi due  in possesso delle sostanze per rimborsare sua maest
imperiale, dovremo trovare un modo perch possiate comunque saldare il debito. Ne discuter con
Pallade, ma la notizia della morte di Batone e di Duras mi ha fatto venire in mente unidea.
Riprendendo fiato, il liberto spost lo sguardo da Macrone a Pavone e viceversa. Prenderete voi il
posto dei due Traci ai giochi.
Macrone lo fiss a bocca aperta, incredulo.
Murena fece un sorriso glaciale. Siete stati voi due a uccidere gli uomini che dovevano essere
lattrazione principale dei giochi, e penso che sia assolutamente giusto che siate sempre voi due a
prenderne il posto nella gara. Murena lanci unocchiata sprezzante a Pavone. Era uno dei
combattimenti pi lucrosi di tutto il programma di giochi.
Macrone era furibondo. Combattere da gladiatore? Io?. Era il peggior destino a cui potesse
pensare. Aveva solo sentito parlare di qualche ex legionario ubriaco che si era abbassato a combattere
da gladiatore. Ma... abbiamo messo in salvo il vostro dannato ludus!.
Calmati optio. Porterete una maschera, la vostra identit sar sconosciuta. Batone e Duras
combattevano con nomi fittizi di battaglia, adotterete gli stessi e indosserete gli stessi elmi e gli stessi
indumenti. Questo dovrebbe riuscire a convincere il pubblico. I due Traci erano una grande attrazione e
non vogliamo certo deludere gli spettatori adesso, giusto?
S, signore, borbott a malapena Macrone, ancora scioccato per ci che gli riservava il fato.
Non fare quella faccia scoraggiata, optio. Dovrai partecipare a un solo combattimento. Se
sopravvivi, potrai considerare il debito con limperatore completamente saldato e a quel punto potrai
tornartene alla tua Seconda legione. Da optio, sottolineo.
Cosa?!, grugn Macrone. Ma... e la mia promozione a centurione...? Avevamo fatto un
patto.
Considerati fortunato ad avere ancora il grado di optio. Dopo la sconsiderata gestione del
ludus, ritengo che tu abbia ampiamente dimostrato di non essere n degno n in grado di comandare dei
soldati.
E io invece?, chiese Pavone.
Con Pallade abbiamo deciso di risparmiarti la crocifissione, almeno per ora, ma il tuo
combattimento contro Ermete  saltato. Abbiamo trovato un altro avversario per il grande eroe
dellarena. Ah,  inutile dire, Pavone, che per il tuo contributo in questo fallimento, non vedrai mai pi
tuo figlio Appio.
Pavone sprofond la testa nelle spalle. Contro chi dobbiamo combattere?, chiese. Una
coppia di gladiatori del ludus di Roma, immagino.
Murena ridacchi. No, fronteggerete due bestie ancor pi indomite.
Galli?, chiese Macrone.
No, bestie vere, optio. Vi abbiamo inserito nelle venationes.
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FINE.
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Glossario.
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Denario  moneta dargento con valore nominale di quattro sesterzi.
Doctor  addestratore di gladiatori nel ludus, solitamente un ex gladiatore.
Editor  organizzatore di ludi gladiatorii.
Lanista  proprietario di una squadra di gladiatori, responsabile del reclutamento e del noleggio agli editores per giochi pubblici. Per ogni gladiatore ucciso nellarena, il lanista percepiva una ricompensa.
Ludus  scuola gladiatoria in cui veterani e reclute si allenavano, mangiavano e dormivano.
Provocator  gladiatore con armatura pesante, equipaggiato con elmo, scudo e gladio simili a quelli in uso nelle legioni.
Secutor  (inseguitore) categoria gladiatoria, solitamente avversario standard del retiarius, gladiatore armato di tridente e rete.
Sesterzio  grossa moneta di ottone, unit monetaria romana. La paga media del legionario era di novecento sesterzi allanno; una pagnotta costava mezzo sesterzio.
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FINE.
